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13 Maggio 2011

Tendenze Universitarie, una panoramica generale

Il mondo universitario è un mondo tutto nuovo, in cui si scoprono e riscoprono tendenze sempre nuove.

Parlo di stili di vita diversi a seconda della città, dell’indirizzo scelto o semplicemente della forma mentis. La crescita personale crea tendenze di vita vissuta: come ci si comporta anche prima di un esame- scongiuri, prove, superstizioni…-

E ancora le tendenze modaiole: gli studenti seguono la moda? E come viene seguita? Un tempo l’università era per pochi, non per tutti; chi riusciva ad andare era sicuramente vestito “bene” o almeno utilizzava il “vestito della domenica”, era un modo per distinguersi dagli altri… Nelle università più importanti, il “campus” era pieno di divise che si distinguevano l’uno dall’altro solo dal colore; era quindi facile individuarne la provenienza, era un segno di riconoscimento, un distintivo che veniva “portato” da tutti con immenso onore e fierezza di essere tra i “prescelti” del campus.

Di solito vi erano divise estive e invernali; i ragazzi indossavano pantaloni, camicia, gilet e cravatta, le ragazze portavano, a volte con imbarazzo, una gonnellina a pieghe, lunga fino al ginocchio, camicia o maglia con un fiocco sul davanti, di solito bicolore. Da qui, nasceva anche la competizione tra i campus: gare, incontri, giochi, campionati; tutti diversi ma ognuno con i suoi “colori di campus”. Lo stesso valeva per gli accessori: cappelli, sciarpe, addirittura cravatte col simbolo dell’università di appartenenza; in molti casi le divise universitarie avevano ricamato le iniziali dello studente proprio perché tutte uguali e quindi senza la possibilità di differenziarsi.

Dove sono finite ora quelle divise? Possiamo ricordarle solo nei film o in vecchie foto oppure in alcune università si usano ancora?E come sono cambiate col passare degli anni? Esiste anche una differenzazione all’interno della stessa università relativa all’indirizzo scelto oppure le “divise universitarie” sono uguali per tutti gli indirizzi e restano quindi un segno di differenzazione solo in base alla facoltà?

Questo è tutto quello che andremo a scoprire in questa nuova rubrica.

Antonella Bochicchio

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