Sfide della vita: il punto del coach Stefano Tassone

Redazione Controcampus 1 Giugno 2011

Le sfide della vita: quali sono e come riconoscerle, come accettarle e come vincerle!La settimana scorsa ho lavorato per tre giorni all’interno di una grande azienda che opera nei mercati della chimica e del tessile.

Mi sono trovato in aula dieci neo assunti dall’azienda, ingegneri con età dai 25 ai 27 anni. Il corso che ho erogato aveva come obiettivi lo sviluppo delle seguenti abilità: comunicazione efficace, relazioni interpersonali, leadership, gestione dello stress, sviluppo della propria autostima.

Ben presto durante le prime ore del corso sono emerse alcune perplessità da parte dei giovani partecipanti: tutti loro si trovano di fatto all’interno di stabilimenti di produzione a doversi relazionare con operai molto più anziani di loro, alcuni dei quali lavorano all’interno dell’azienda da oltre vent’anni.

Alcuni dei giovani ingegneri mi hanno chiarito ulteriormente le sfide che si trovano a vivere quotidianamente: devono essere in grado di coordinare, farsi rispettare, ottimizzare flussi e processi, dando direttive a persone che li percepiscono come giovani, inesperti, capaci solo di riempirsi la bocca di paroloni e teoria ascoltata nelle aule universitarie e letta sui libri di testo. Come se non bastasse tali neolaureati devono anche essere in grado di riprendere gli operai che commettono errori, che non sono precisi, che non si attengono a determinate procedure di funzionamento degli stabilimenti.

La percezione dei giovani ingegneri è quella di essere in una posizione scomoda, in mezzo a due direttrici opposte nelle sfide: da una parte l’azienda che li ha assunti con l’obiettivo di migliorare la produttività degli stabilimenti con l’ausilio delle loro conoscenze ingegneristiche, dall’altra gli operai, persone dai 40 ai 50 anni, che non vedono di buon occhio il loro operato e le loro direttive, perché qualsiasi loro decisione comporta il fatto di rimettere in discussione le routine lavorative generando di fatto maggior lavoro, maggiore sforzo, maggiore impegno, senza che tutto ciò porti loro aumenti di guadagno in termini economici. E’ evidente come tali dinamiche generano stress e rischiano di minare l’autostima dei giovani.

Ciò che ho ascoltato dai giovani ingegneri, mutatis mutandis, testimonia ciò che accade quotidianamente quando un neolaureato, inevitabilmente giovane ed inesperto a livello lavorativo, si trova di fronte persone che lavorano da molti anni e che non gradiscono particolarmente l’interferenza di qualcuno “a digiuno” di esperienza che in qualche modo dica loro come fare meglio qualcosa. Dal momento che a tutti i giovani laureati capiterà prima o poi di trovarsi in una realtà analoga il mio consiglio è quello di iniziare sin da ora ad esercitarsi nelle dinamiche relazionali e di comunicazione efficace.

Partendo dal presupposto che le differenze di età e di seniority non possono essere modificate, l’unica cosa che rimane da fare è capire come fare a relazionarsi meglio, a comunicare efficacemente e sapersi porre in modo tale da farsi percepire “amici”, membri di uno stesso team, persone che hanno l’intenzione di rispettare la seniority maggiore di altri ma capaci al contempo di sapersi far ascoltare e seguire.

A tale riguardo può essere una buona idea quella di accompagnare lo studio dei libri di testo universitario con libri che parlino di dinamiche relazionali, capacità di vendere le proprie idee, sviluppo di leadership intesa soprattutto come la capacità di ispirare e farsi seguire.

Alcuni consigli pratici per relazionarsi in generale con chiunque ci si trovi dinnanzi possono essere: chiamare la persona per nome, essere pronti a lodare i buoni risultati e le qualità delle persone, evitare di dire direttamente che qualcuno ha sbagliato, specie se sono presenti altre persone, far notare gli errori commessi in modo indiretto, far partecipare le persone a processi decisionali, utilizzando il loro contributo per arrivare a decidere cosa fare e in che modo.

In linea di massima conviene allenarsi a riflettere che la realtà delle cose non è che un’interpretazione soggettiva delle persone che seguendo propri schemi, filtri, valori.

Per tornare all’esempio dei giovani ingegneri all’interno di uno stabilimento e delle loro sfide è utile considerare che da una parte hanno ragione loro a dire che non è giusto che si trovino di fronte operai che senza avere le loro conoscenze e competenze si rifiutano di seguire le loro indicazioni. Dall’altra parte è utile mettersi nei panni degli operai: non è semplice accettare il fatto di trovarsi di fronte ad un giovane di 25 anni che, fresco di laurea e senza essersi mai “sporcato le mani” con macchinari e attrezzature, inizi ad impartire loro direttive.. Non è difficile comprendere che magari gli operai invidiano i giovani ingegneri che hanno avuto la possibilità di studiare.. Se è vero che nel mondo vige il libero arbitrio non si può dimenticare che non a tutti vengono date le stesse possibilità: magari ad alcuni degli operai sarebbe piaciuto laurearsi ma non ne hanno avuto la possibilità.

Ecco dunque che conviene imparare a sapersi porre. Sarebbe del tutto sterile e dannoso da parte dei giovani ingegneri pretendere rispetto: quest’ultimo può infatti solamente essere guadagnato.

Ciò che ho detto loro e che dico a voi tutti è che conviene rispettare le persone e trovare il modo di convincerle che non si è antagonisti ma coprotagonisti di una stessa realtà. E’ fondamentale trovare la complicità delle persone che abbiamo di fronte, sia nel lavoro che nella vita. Specie se ci troviamo a confrontarci con persone più grandi ed esperte di noi (anche se si tratta di esperienza differente di quella nostra specifica per la quale abbiamo studiato) è utile metterle al centro dell’attenzione, chiedere il loro parere, utilizzare i loro spunti, invitarle a vedere le cose dal nostro punto di vista.

Ai giovani ingegneri ho infatti detto: “con i più ostili degli operai provate a dire loro che l’azienda vi sta pagando perché ottimizziate dei flussi e dei processi e che se ciò non avviene potreste essere licenziati. Di conseguenza chiedete agli operai cosa farebbero al posto vostro.. E continuate dicendo che è innegabile che loro abbiano anni e anni di esperienza con i macchinari e che senza la loro esperienza e conoscenza l’impianto si fermerebbe; chiedete loro consigli su come ottimizzare le cose, riconoscete loro che hanno operato in modo lodevole; al contempo aggiungete che la loro esperienza, unitamente ai vostri studi specialistici possono garantire che gli stabilimenti di produzione rimangano in vita e che tutti mantengano il posto di lavoro, ma che se invece non si genera la giusta sinergia diventa a rischio sia il vostro che il loro posto di lavoro..”. Alcuni degli ingegneri che sono nell’azienda da oltre un anno hanno confermato che questo è l’approccio che paga di più, avendolo visto applicare dai loro colleghi più anziani..

Dunque preparatevi alle sfide che vi presenterà la vita, sia in ambito personale che lavorativo, considerando che la strategia, la sensibilità, la flessibilità ed il rispetto pagano molto di più della forza e dell’essere autoritari.

Stefano Tassone

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto