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22 giugno 2011

Telelavoro al Bo

Il Progetto di Telelavoro nell’Ateneo di Padova, che sarà presentato al pubblico, venerdì 24 giugno, alle ore 9.30 in Aula Nievo a Palazzo del Bo, potrebbe partire (salvo imprevisti dell’ultimo momento) già dal prossimo settembre con un campione di circa 15 lavoratrici.

Il progetto di Telelavoro nasce originariamente dal Piano di Azioni Positive elaborato dal Comitato Pari Opportunità dell’Ateneo, affiancato poi da una commissione rettorale incaricata di sondarne la fattibilità. Sarebbero circa una quarantina le lavoratrici individuate dallo studio di fattibilità del progetto, che per una prima sperimentazione preferirebbe le lavoratrici dell’Amministrazione centrale dell’Università di Padova al rientro dalla maternità.

Il progetto prevede l’accompagnamento del personale aderente alla sperimentazione grazie all’individuazione delle attività “telelavorabili” e alla conseguente rimodulazione del lavoro dell’intero ufficio, con il coinvolgimento del dirigente, del caposervizio e dei colleghi. Senza dimenticare la fondamentale attività di assistenza di tipo tecnologico-informatico nell’allestimento delle postazioni a casa, e durante tutto l’intero periodo di sperimentazione.

Dopo i saluti di FRANCESCO GNESOTTO, Prorettore Vicario, RINO RUMIATI, Prorettore al Personale, e GIOIA GRIGOLIN, Dirigente Area Organizzazione e Personale, sarà MARINA DE ROSSI, delegata del Rettore per la promozione delle opportunità delle donne a tracciare la storia e le motivazioni che hanno spinto l’Ateneo a realizzare questo progetto.

Infine, ultime ma non meno importanti, saranno le testimonianze di NICOLETTA FERRARI e DANIELA BRUNELLI dell’Università di Verona, che già sta sperimentando il telelavoro nella Biblioteca centralizzata “A. Frinzi” dell’Ateneo scaligero.

Afferma la professoressa Marina De Rossi, “il telelavoro rappresenta un’opportunità importante per la conciliazione dei tempi per le lavoratrici e i lavoratori, ma lo è altrettanto per tutti i soggetti dei contesti in cui si esplica, in quanto può rappresentare un’ottimizzazione dell’organizzazione e un passaggio importante, da indicatori di sola quantità, a indicatori di qualità complessiva”.

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