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22 luglio 2011

Captain America – Il primo vendicatore

Il 22 luglio, a soli tre mesi di distanza dal Thor (2011) di Kenneth Branagh, è prevista l’uscita nei cinema di tutto il mondo di Captain America – Il primo vendicatore, ultimo di una lunga lista di personaggi della Marvel Comics che da circa dieci anni (X-Men (2000) e Spider-Man (2002) aprirono le danze) ci fanno compagnia comparendo nelle multisala delle nostre città ad intervalli di tempo sempre più brevi.

Joe Johnston, dopo aver fatto rivoltare i dinosauri nella tomba con Jurassic Park 3 (2001) e aver ridotto un potenziale horror gotico come Wolfman (2010) ad un Luna park computerizzato con tanto di strizzatina d’occhio involontaria a Voglia di vincere (1985), è tornato alla regia con un film d’azione dagli effetti speciali mirabolanti che racconta la storia del supereroe americano per eccellenza partendo dalle sue origini.

Siamo nel 1942. Il giovane Steve Rogers (Chris Evans), coraggioso ma dal fisico gracile, viene scartato dall’esercito perché ritenuto inadatto fisicamente a combattere contro i nazisti. Il dottor Abraham Erskine (Stanley Tucci) gli offre una seconda possibilità rendendolo partecipe di un esperimento militare segreto e tramutandolo in Captain America, un super soldato dalle eccezionali doti fisiche. La sua missione diventa sconfiggere Teschio Rosso (Hugo Weaving), alleato megalomane di Hitler alla continua ricerca di un misterioso oggetto con cui conquistare il mondo intero.

Nonostante un inizio affascinante e dinamico, in cui ci viene presentato il frustrato Steve Rogers in cerca di gloria, il prodotto di Johnston sembra avere presto il fiato corto concentrando nella prima parte tutti gli elementi degni di interesse.

In effetti la ricostruzione della New York anni ‘40 non ha nulla da invidiare a quella vista nel King Kong (2005) di Peter Jackson (là però eravamo negli anni ’30), e gli effetti speciali impiegati per modificare la corporatura di Chris Evans sono davvero notevoli e associabili, per il realismo raggiunto, a quelli ammirati ne Il curioso caso di Benjamin Button (2008) di David Fincher.

Purtroppo non basta una buona scenografia e l’elevato uso di CG per fare di un film un buon film. Il punto debole è proprio nei personaggi, quasi tutti poco approfonditi e lasciati in sordina, incapaci di coinvolgere il pubblico nelle azioni che stanno svolgendo perché colpevoli di farle apparire quasi meccaniche e scontate.

Un buon personaggio, per essere davvero interessante, deve innanzitutto avere qualche lato oscuro o un punto debole che minacci la sua rettitudine morale (un buon lavoro in questo senso lo si era potuto vedere in Iron Man (2008)), cose che invece il protagonista assolutamente non ha.

Steve Rogers e Captain America sono le due identiche facce di un uomo che, se da una parte incarna valori sani ed ineccepibili come l’amore per la patria e la bontà disinteressata verso il prossimo, dall’altra risulta, per questo, estremamente noioso (d’altra parte la gente ha sempre fatto il tifo più per Ian Solo che per Luke Skywalker).

A tradire maggiormente le aspettative del pubblico è però il cattivo, privo di un background che lo renda ipnotico, che non riesce ad avvalersi dell’ottima recitazione di Weaving e che sembra girare a vuoto, senza mordente, nelle poche scene a lui concesse.

Peccato anche non aver dato nessuno spazio ai nazisti (Teschio Rosso ne accenna con disprezzo in una breve citazione a I predatori dell’arca perduta (1981) che i più giovani cinefili non coglieranno) che sarebbero stati antagonisti sicuramente più carismatici.

Sicuramente è un film più consapevole rispetto a quel Captain America del 1990 che vedeva Matt Salinger vestire la calzamaglia blu bianca e rossa, e la pellicola ospita interpretazioni di attori di calibro quali l’autoironico Tommy Lee Jones, il già citato Stanley Tucci e la bellissima Hayley Atwell, ma sembra che il film manchi di quel cuore che caratterizzava le produzioni di una volta, forse più ingenue e raffazzonate, ma più genuine.

Ci troviamo di fronte all’ennesima macchina macina soldi messa in campo solo per introdurre il film sui Vendicatori di prossima uscita? Ai fan più accaniti del supereroe l’ardua sentenza. Comunque il lavoro di Joe Johnston rimane pur sempre una discreta pellicola d’azione da vedere senza impegno con gli amici in una calda sera d’estate. Da evitare il 3D, ancora una volta inutile pretesto per fare cassa.

Dispiace vedere come ad oggi il miglior film del regista rimanga Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (1989). Speriamo che Johnston ritorni presto a far sognare il suo pubblico, magari allontanandosi di un poco dalle mega produzioni Hollywoodiane in favore di qualcosa di più contenuto ma in grado di scrivere una nuova pagina della storia del cinema.

Voto: 6,5

Titolo Originale: Captain America: The First Avenger

Paese / anno: USA / 2011

Regia: Joe Johnston

Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely, Joss Whedon

Fotografia: Shelly Johnson

Montaggio: Michael McCusker, Robert Dalva, Jeffrey Ford

Scenografia: Rick Heinrichs

Costumi: Jeffrey Kurland

Colonna sonora: Alan Silvestri

Produzione: Marvel Studios

Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 124 min

Data di uscita: 22 luglio 2011

Interpreti: Chris Evans, Hugo Weaving, Hayley Atwelle, Tommy Lee Jones, Stanley Tucci, Samuel L. Jackson

Gabriele di Grazia

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