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25 settembre 2011

I “vestiti nuovi” dei classici: Resident Evil 4 HD

La grande diffusione delle console di ultima generazione ed il supporto fornito dai rispettivi network on line (Xbox Live per la Xbox 360 e PSN per la PS3) stanno dando nuova linfa ad aree fino a poco tempo fa trascurate dell’industria del videogico, oltre a creare, in certi casi, filoni interamente nuovi: la pratica delle riedizioni in alta definizione di videogiochi classici relativi in genere ad un passato piuttosto recente, è strettamente legata a queste strutture, dal momento che la distribuzione digitale consente alle aziende di raggiungere la quasi totalità dei potenziali acquirenti a costi molto ridotti rispetto alla consueta distribuzione fisica, dando modo alle aziende stesse di sperimentare con meno timore rispetto al passato.

Inoltre, nell’ambito dei videogiochi, le grosse case avevano sempre fatto notare come il loro profitto fosse tutto concentrato nella pubblicazione del titolo, a differenza di quanto accade nell’industria cinematografica, in cui i profitti vengono registrati in occasione dell’uscita del film in sala, poi all’uscita per l’home video, e ancora per l’uscita televisiva: le rimasterizzazioni in alta definizione permettono all’azienda di avere ulteriori profitti da un gioco che ha esaurito il proprio successo, dando inoltre la possibilità a chi ha già giocato il titolo di rivederlo in veste più moderna ed alle nuove generazioni di avere un approccio “morbido” con giochi del passato.

Dunque, la lista della “seconda giovinezza” comincia ad annoverare nomi di serie rilevanti: Serious Sam, Prince of Persia, Splinter Cell, e da pochi giorni anche Resident Evil. Per quanto riguarda quest’ultima serie, è uscita in Giappone la cosiddetta Biohazard Revival Selection che contiene i remake di Resident Evil 4 e Resident Evil: Code Veronica; per quanto riguarda Europa ed America, invece Code Veronica è atteso per il 27 Settembre, mentre RE 4 è da alcuni giorni disponibile per l’acquisto a 19.99€ su Xbox Live e PSN (10€ per gli abbonati a Playstation Plus).

La serie Resident Evil ha goduto di successo internazionale di pubblico e critica sin dal capitolo di esordio (1996) che aveva contribuito alla legittimazione del genere del survival horror, con alcuni stilemi che la serie ha portato con sé per più di un lustro: personaggi 3D con minuziosi fondali bidimensionali, progressione per inquadrature fisse, sistema di controllo e combattimento un po’ legnoso, bilanciamento tra combattimento, esplorazione ed enigmi, orrore dispensato secondo le logiche tipiche del cinema splatter, con apparizioni improvvise di zombie ed altre letali aberrazioni.

Il quarto episodio della serie Capcom inizia ad essere progettato nel 1999, quando il creatore della serie, Shinji Mikami, incarica Hideki Kamiya di realizzare il nuovo episodio: Kamiya pensa ad un protagonista dai poteri sovrumani, combattimenti furiosi, ed una telecamera dinamica, che possa accentuare l’eroismo del protagonista. Non passa troppo tempo prima che Mikami decida che lo sviluppo non sta andando nella direzione giusta: il progetto di Kamiya verrà però continuato con il titolo Devil May Cry, destinato a diventare un altro brand di enorme successo.

Con il ruolo di “Director” ora affidato a Hiroshi Shibata, lo sviluppo ricomincia da capo: si pensa di recuperare il protagonista maschile di Resident Evil 2, Leon Kennedy, e di mettergli contro un nemico in forma di nebbia (questa versione è infatti detta fog version). Tuttavia Mikami ritenne la minaccia da affrontare in questo capitolo troppo poco tangibile, per la serie, e decise di ricominciare da capo lo sviluppo, quando la fog version era giunta circa al 40% di completamento.

L’idea successiva (Hallucination Biohazard 4) prevede che il protagonista venga infettato all’inizio della vicenda narrata da un virus che gli causa delle allucinazioni contro le quali deve battersi. L’approccio è maggiormente psicologico rispetto agli altri episodi della serie, ma può funzionare: tuttavia l’impianto generale di gioco, ancora ripreso da inquadrature fisse (sebbene in questa versione la visuale passasse a over the shoulder in fase di mira) porta Mikami a decidere ancora una volta di interrompere lo sviluppo e ricominciare daccapo, prendendo egli stesso le redini del progetto, sottoposto a grande pressione da parte dello studio che pretende, completato a breve, un gioco che incassi tanto, in modo da recuperare tutto il denaro speso in fase di sviluppo.

Nel Gennaio 2005 Resident Evil 4 vede finalmente la luce. Di cosa si tratta? La trama vede Leon Kennedy in Europa per conto del governo americano, sulle tracce della figlia del Presidente rapita da una misteriosa setta; non tarderà a trovarsi a contatto con i cosiddetti “Ganados” contadini ed abitanti di piccoli villaggi infettati da un parassita che li assoggetta ad una volontà comune, decisamente più veloci ed intelligenti degli zombie degli scorsi episodi; la telecamera è piazzata alle spalle del protagonista e in fase di mira passa in semisoggettiva, con un mirino laser che semplifica molto i combattimenti. Le ambientazioni sono ora in pieno 3D, perlopiù all’aperto, e l’interazione con esse è immediata e totale: con l’uso di un solo tasto si può aprire porte, scavalcare steccati, saltare attraverso finestre, eccetera, senza dimenticare i filmati di intermezzo anch’essi interattivi.

Insomma, Resident Evil 4 è stato un concentrato di novità, radicale e coraggioso cambiamento della formula proposta fino a quel momento (operato nel momento giusto, quando la serie cominciava a mostrare degli acciacchi, ma prima di indulgere sul decadimento con altre decine di episodi), fonte di ispirazione importante per l’intero genere action-adventure in terza persona di ultima generazione.

Inizialmente uscito in esclusiva per Nintendo Gamecube, RE4 passò poi su PlayStation 2, PC e Nintendo Wii, in questo caso con controlli rivisti per il Wiimote. Nonostante il cambio di rotta, che pure ha lasciato tanti fan con l’amaro in bocca, RE4 ha venduto più che bene, con oltre tre milioni di copie solo per le iniziali versioni per Gamecube e PS2.

Ora, dunque, questo “instant classic” approda su Xbox 360 e PS3, e c’è da dire che le prime opinioni sulla versione HD non sono tanto lusinghiere: è da molti notato come la grafica sia stata portata a 1080p solo grazie ad un massiccio upscaling operato sulla versione Gamecube, con il risultato sia di texture spesso pastose, sia di un framerate a tratti zoppicante. Per quanto riguarda il resto, il gioco è esattamente lo stesso di sei anni fa, con l’unica aggiunta dei “trofei”, obiettivi particolari che, se raggiunti nel corso del gioco aumentano il punteggio personale del giocatore; nessuna modifica è stata operata per aggiornare dettagli del gioco agli standard odierni, come una nuova mappatura dei tasti oppure la selezione rapida degli oggetti, che poteva evitare di ricorrere al menu di pausa per selezionarli.

Poteva dunque, e meritava di essere migliore, questa riedizione: chi non ha mai giocato a RE4 e possiede una Wii può puntare verso quella versione, anche per dare un senso all’acquisto di quella console che è ora a prendere polvere in salotto accanto ad una copia di “Wii Sports”; per tutti gli altri che si sono persi RE4 a suo tempo oppure hanno cominciato a giocare più di recente, questa versione HD resta comunque un ottimo approccio per godersi un prodotto ancora enormemente coinvolgente ed allo stesso tempo capire da dove vengono un po’ dei tratti fondamentali del videogioco moderno.

Pasquale Parisi

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