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31 dicembre 2011

Trinitapoli, una cittadella della cultura per la salvaguardia del patrimonio archeologico e per il rilancio dell’offerta turistica nella provincia foggiana

TRINITAPOLI – Una cittadella della cultura per dare slancio alla cultura foggiana e offrire un moderno museo per i ritrovamenti nuovi e vecchi rinvenuti presso i numerosi ipogei che caratterizzano la zona.

Il patrimonio rinvenuto in questi anni presso queste antiche costruzioni sotterranee scavate nella friabile roccia calcarea, ha permesso non solo di fare luce sulle antiche civiltà che popolavano queste terre della bassa capitanata ma, ha anche dato vita ad un movimento culturale che ha negli anni passati, portato alla nascita del Parco Archeologico degli Ipogei e ad un interesse del mondo archeologico nazionale per questo territorio.

L’Ipogeo del Bronzo e quello degli Avori che costituiscono il Parco Archeologico di Trinitapoli, furono creati per celebrarvi riti di carattere propiziatorio (con tutta probabilità legati alla caccia e alla fertilità del raccolto) e successivamente furono riutilizzati come luoghi di sepolture collettive, custodendo fino ai giorni nostri oltre 200 sepolture ciascuna di adulti e bambini di sesso maschile e femminile, inumati in posizione fetale e circondati da ricchi corredi funerari.

Con il 2012, il Comune di Trinitapoli, nelle vesti del sindaco Francesco di Feo e dell’assessore alla cultura Lucrezia Filannino, in sinergia con la soprintendenza ai beni culturali nella persona di Anna Maria Tunzi, proseguendo sulla strada intrapresa dello sviluppo del binomio cultura-turismo, ha presentato un progetto per la creazione di un polo culturale, una cittadella della cultura che sorgerà tra il museo, la biblioteca e il vecchio “Ospedaletto”, pallazzo costruito alla fine dell’Ottocento ed utilizzato prima come scuola e poi come struttura museale.

La cittadella dovrà, in collaborazione con il Parco degli Ipogei, portare ad un rafforzamento e quindi ad un miglioramento dell’offerta turistica locale.

I ritrovamenti archeologici di Trinitapoli, la loro nuova collocazione in un area predisposta all’accoglienza turistica, un coinvolgimento partecipato non solo delle scuole dell’obbligo ma delle Università presenti sul territorio (non solo Archeologia), potranno sicuramente rilanciare un territorio che può trovare nella cultura e nel passato, due buoni motivi per guardare con ottimismo al futuro.

Davide Ronza

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