• Google+
  • Commenta
31 gennaio 2012

La perdita di un animale caro

Animali Domestici

Da molto tempo gli studiosi hanno riconosciuto che il dolore patito dai proprietari per la perdita del loro animale è del tutto assimilabile a quello che viene sperimentato per la morte di una persona cara. Una delle maggiori perdite che si può subire, infatti, è quella di un animale al quale si era particolarmente legati.

Animali

Animali

Molto spesso l’animale è parte integrante della famiglia e la sua scomparsa è, perciò, intensamente dolorosa perché viene a mancare una fonte di affetto disinteressato che non giudica e non chiede nulla in cambio e, ulteriormente, comporta la scomparsa di una parte della nostra esistenza.
Molto spesso il dolore è aggravato dall’incomprensione della società che non riesce a capire la profondità del legame che si può instaurare con un animale e che tende, perciò, a sottovalutarlo sminuendolo o peggio ridicolizzando la sofferenza per la sua perdita.

Il dolore è poi ancora maggiore per le persone sole che non hanno nessuno con cui condividere i propri sentimenti e per le quali l’animale era la fonte unica di affetto, amicizia e compagnia.
La nostra società tende a negare ed allontanare il concetto di morte, lasciandoci impreparati e soli ad affrontare il dolore. Il processo di guarigione è lungo ed elaborato e richiede di venire a patti con la perdita stessa e il senso che ha nella nostra vita, e ci costringe a riorganizzare il nostro rapporto con il mondo circostante.

Il dolore si manifesta in vari modi ed è diverso da persona a persona. Si svela attraverso sintomi fisici come pianto, insonnia, mal di testa, perdita/aumento di appetito e, sintomi intellettuali come la tristezza, il senso di colpa o di risentimento verso l’animale, la confusione. Si può desiderare di isolarsi oppure aver bisogno di stare tra la gente. Queste e altre reazioni sono perfettamente normali e sono una parte importante del processo di elaborazione del lutto.

Quando ci sembra di iniziare ad accettare la perdita e a soffrire meno, è possibile trovarsi nuovamente tristi o afflitti dal senso di colpa. Il dolore può anche non scomparire mai completamente, ma gradualmente si attenua con il tempo.

Gli stadi del dolore sono diversi come variabile può essere la loro durata. I principali sono:

  • la negazione. La prima reazione è quella di pensare e agire come se la perdita non fosse accaduta. E’ il tentativo inconscio e primario di proteggerci dal dolore.
  • la consapevolezza. Superato lo shock la realtà avanza e ci costringe ad affrontarla. In questa fase è normale provare rabbia o tristezza.
  • il distacco. Successivamente è normale fingere che le cose siano come una volta. Si può ripensare in continuazione all’animale scomparso, rievocando ripetutamente i suoi ricordi nella mente. Si può anche sentire la sua presenza, pensare addirittura di vederlo o di sentirlo. Quando iniziamo a capire che l’animale amato è perduto per sempre cominciamo a provare il pieno impatto della perdita. Il dolore che proviamo è purtroppo inevitabile e il tentativo di sopprimerlo può ritardare il suo superamento.
  • la presa di coscienza. Quando si inizia a realizzare il pieno impatto della perdita possiamo sentirci depressi e disperati o anche in colpa, ripensando a tutto quello che avremmo potuto fare per evitare il triste epilogo. Questa è la fase più dolorosa della guarigione, ma non dura per sempre.
  • l’accettazione. Pian piano si avvertono leggeri sintomi di miglioramento. Questo è il momento in cui iniziamo a riorganizzare la nostra vita intorno alla perdita. È solo, infatti, con la sua piena accettazione e la consapevolezza della sua irreversibilità che può iniziare il processo di recupero.
  • la ripresa. L’ultima fase è quando iniziamo a reinvestire in altre attività o ci sentiamo pronti ad adottare un altro animale. Durante questo periodo è normale rivivere dei sentimenti di dolore e di perdita in momenti o circostanze che ricordano l’animale amato.

La maggior parte delle persone inizia a sentirsi meglio in cinque o sette settimane ma l’intero processo può durare alcuni mesi o addirittura anni. Non si può annullare il dolore di chi sta soffrendo, ma la vicinanza e la comprensione possono aiutare molto.

Sarebbe meglio non paragonare la perdita subìta a quella di qualcun’altro. I confronti tentano sempre di minimizzare la perdita e implicano che la stessa non era poi così grave come viene in realtà avvertita.
Non si deve incoraggiare chi soffre a tenere la mente occupata per distrarsi dal dolore. È necessario provarlo con rassegnazione per poterlo superare. La negazione, infatti, non fa che ritardare il superamento della perdita e lascia conflitti irrisolti, che possono manifestarsi più avanti nel tempo.

Da evitare assolutamente i discorsi spiritosi a chi si sente triste. Il dolore è un processo che richiede tempo per essere completato. Chi soffre ha bisogno soprattutto di comprensione. Non bisogna, inoltre, suggerire di sostituire la compagnia persa, esortando ad andare avanti come se non fosse successo nulla. Questo consiglio ha un sapore insensibile e potrebbe offendere perché sottintende che un altro animale potrebbe prendere il posto di quello amato, o che la sua morte sia un evento poco importante.

Daniela Angius

Google+
© Riproduzione Riservata