• Google+
  • Commenta
31 gennaio 2012

L’invisibile sopravvivenza dell’essere

Da mercoledì 1 a venerdì 3 febbraio a Bologna, nell’Aula Prodi del Dipartimento di Discipline storiche, antropologiche e geografiche (piazza San Giovanni in Monte, 2) e presso la Cappella Ghisilardi del Centro San Domenico (piazza San Domenico, 12), si tiene il convegno Storie di invisibili, marginali ed esclusi.

L’evento è promosso dal Dipartimento di Discipline storiche, antropologiche e geografiche e dal Centro San Domenico, con il patrocinio di: Fondazione Alma Mater, AUSL di Bologna, Comitato storico scientifico Marella, Istituto superiore di Scienze religiose Ss. Vitale e Agricola, Provincia e Comune di Bologna.

“Pensare significa oltrepassare”, scriveva Ernst Bloch nella sua corposa opera Il principio speranza, auspicando per l’umanità un cambiamento radicale, capace finalmente di combattere quel “principio di realtà”, inteso come passiva accettazione del già-dato.

La rassegnazione all’incomunicabilità, alla paura, alla solitudine, è un’arma efficace per le oligarchie mondiali che attraverso i media riescono a celare dietro inconsistenti allarmismi, i veri problemi che minano le basi della democrazia. E’ un vecchio trucco che non passa mai di moda, la strategia del terrore in chiave moderna,

plasmata cinicamente attraverso la trasposizione di quotidiane realtà, che riesce nell’intento di generare odio, paura del “diverso”, emarginazione sociale; piccoli spunti per faide locali che seminano dubbi e incomprensioni nelle spaurite coscienze del consorzio umano.

Eppure nel gran baccano mediatico, qualcosa sfugge sempre, ed è quel piccolo ma imprescindibile dettaglio il punto di partenza per una nuova consapevolezza.

La possibilità di riflettere su questi temi fondamentali rappresenta una valida occasione per colmare quel deficit sociale, civile e culturale, progressivamente alimentato da un’inguaribile ignoranza, indotta o volontaria, di cui tutti continuano a pagarne le spese.

Per fermare tutto questo, l’arma più efficace è lo scambio continuo di idee: confrontare le proprie esperienze, mettersi in gioco e aprirsi all’altro incondizionatamente, aiuta a comprendere le infinite possibilità del vivere umano, o spesse volte del sopravvivere.

E’ proprio questo il filo conduttore del Convegno di Studi “Storie di Invisibili, Marginali ed Esclusi” che si terrà a Bologna nelle giornate dell’1, 2 e 3 febbraio, incorniciato nella suggestiva sede di San Giovanni in Monte e dall’architettura monumentale della Cappella Ghisilardi in Piazza San Domenico.

Organizzato dal Centro San Domenico e dal Dipartimento di Discipline Storiche, Antropologiche e Geografiche, il dibattito affronterà tematiche indispensabili che aiuteranno a rintracciare e comprendere i presupposti fondamentali per garantire una sana responsabilità sociale.

Lo straniamento, l’isolamento, la chiusura ed infine la totale emarginazione, sono gli argomenti che aiuteranno docenti ed esperti del settore quali storici, filosofi, antropologi, teologi, sociologi, psichiatri e musicologi, ad invogliare i partecipanti ad un coinvolgimento tale da divenire, in un futuro non troppo lontano, il modus vivendi della civiltà democratica.

Attraverso il diritto di partecipazione politica e sociale, si ridisegnerà una nuova etica capace di far riacquistare alla polis il ruolo di centro nevralgico e propulsore della solidarietà, nell’attesa che la sensibilizzazione varchi ogni confine, annientando il male endemico dell’intolleranza.

Silvia Pellegrino

Google+
© Riproduzione Riservata