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21 gennaio 2012

Trinacria: incalza il malcontento, subentrano i “Forconi”

Da lunedì 16, il popolo siciliano inasprisce i toni, promotore di una protesta che da Palermo a Catania, da Messina a Ragusa attraverso posti di blocco e sit- in negli snodi fondamentali- mette in ginocchio attività commerciali e distributori di carburante –esauritesi in gran parte.

Circa 190 blocchi snocciolati per l’Isola presiedono strade, porti e tangenziali.

Organizzato da “Forza d’urto”– che raccoglie gli appartenenti all’Associazione imprese autotrasportatori siciliani- comprendente anche il movimento agricolo dei “Forconi” e di gruppi spontanei di lavoratori edili, pescatori, artigiani, disoccupati intenti ad esprimere il malcontento dilagante sull’isola.

Dalla parte della classe operaia, circa un migliaio di studenti insieme ai militanti dei centri sociali palermitani evocano: “contro la crisi è ora di lottare”.

Così, ieri, hanno sfilato in un corteo non autorizzato per le vie del centro storico di Palermo, al fine di paralizzare interamente il traffico.

La manifestazione (Studenti medi Palermo) si apriva con lo striscione “rivolta popolare”, evidenziando l’appartenenza sociale di chi sta portando avanti la protesta contro le voci destabilizzanti messe in atto.

Messa al bando, infatti, qualsiasi etichetta politica -bruciato il tricolore come presa di distanza dal governo.
La marcia viene declassata da elementi scomodi, secondo la Confcommercio di Catania, che lamenta e denuncia la presenza di “frange criminali”.

Alla crisi economica fanno eco anni di politiche agroalimentari, industriali disinteressate alla costruzione di reali ammortizzatori sociali: tali da riunire le istanze di ognuno; espressione di un reale disagio, dietro alle piccole aziende, rimaste fuori da ogni “logica comunitaria”.

Gli esponenti sono portavoce di una forte tensione sociale: dalla riduzione della superficie seminativa, all’aumento spropositato del gasolio e della benzina, dell’IVA, dei ticket autostradali e dei traghetti –creando grosse difficoltà economiche alle imprese ed effetti recessivi e inflazionistici- scaricati sulle fasce più deboli della popolazione.

A mezzanotte sono scaduti i cinque giorni di fermo, attenuati i blocchi, sembra essere iniziata la fase due.

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