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9 febbraio 2012

Associazionismo e Università: la nascente esperienza di Live At

Nasce Live At, un nuovo modo di fare associazionismo che coinvolge non solo gli universitari ma chiunque voglia incontrarsi, confrontarsi e impegnarsi nel sociale.
La parola a una degli ideatori e fautori dell’associazione Vincenzo Coppola, ex studente di Scienze Politiche presso la Luiss Guido Carli e presidente (ma non provate a chiamarlo presidente!) di Live At.
Vincenzo, che cos’è Live At?

Live At è un’associazione culturale che parte dalla Valle dell’Irno e ha l’ambizione di operare su tutto il territorio provinciale”. Questa è la risposta da manuale, diciamo. Non basta però da sola a descrivere quello che è davvero Live At. In realtà Live At è un gruppo di amici, che con piacevole sorpresa diventa sempre più nutrito e che si apre ai territori ascoltandone i bisogni. Vogliamo unire le nostre esperienze, sintetizzarle in proposte e iniziative da mettere al servizio delle comunità.

Com’è nata l’idea di un’associazione di questo tipo?

In maniera quasi spontanea. Penso di poter parlare per ciascuna delle persone che hanno deciso di iscriversi a Live At. Tutti abbiamo avuto delle esperienze di gruppo, ciascuno di noi ha delle passioni, tutti hanno almeno un’idea da voler condividere con altri, non esiste nemmeno una persona al mondo che non abbia un sogno da voler realizzare. Ecco, fondare un’associazione oggi vuol dire mettere in rete decine di mondi, centinaia di idee, migliaia di contatti per tentare di realizzare quanti più sogni è possibile, con l’obiettivo finale e infinito di arricchire i nostri territori. Così è nata Live At.

Chi sono gli iscritti a Live At?

Qui abbiamo provato a rompere gli schemi: un’associazione che vuole capire il territorio, individuarne le criticità e proporre soluzioni non può permettersi barriere di alcun genere, in particolare oggi, che la tecnologia ha abbattuto ogni steccato possibile. Non c’è limite d’età per gli iscritti a Live At, ne obbligo di residenza. Questo metodo ha già prodotto un risultato importante: durante le nostre riunioni discutono dello stesso tema studenti, universitari, ricercatori, professionisti giovani e meno giovani, operai, figli, padri e, se possibile, nonni, dall’Agro nocerino alla Valle dell’Irno, da Cava de’ Tirreni a Salerno, passando per la Costiera Amalfitana. Bisogna raggiungere questo traguardo: sottoscrivere un patto fra generazioni forte partendo dall’ascolto e dal dialogo.

Come si svolge la vita dell’associazione?

Ci riuniamo periodicamente per portare avanti le iniziative in corso d’opera presso la nostra sede a Mercato S. Severino. Qui inoltre si ritrovano gli iscritti più giovani per studiare, o semplicemente per trascorrere del tempo libero. L’organizzazione è estremamente leggera e destrutturata: non ci sono particolari organigrammi o incarichi, tutta roba che puzza di vecchio. Abbiamo ragionato molto su questo punto, e personalmente credo che in giro ci siano già troppi presidenti, responsabili o coordinatori. Un esercito di generali più o meno giovani, ma tutti rigorosamente in pensione. Live At è un’altra cosa, qui siamo tutti alla pari e tutti sono chiamati a dare il proprio personale contributo.

Quali sono le iniziative di Live At?

In queste settimane stiamo sviluppando il progetto “L’unIVErsiTà”, un programma molto ambizioso ed interessante di orientamento universitario dedicato agli studenti degli ultimi anni superiori, in totale indipendenza da qualsiasi ateneo. Il ciclo di incontri vedrà coinvolti diversi esponenti dell’accademia e delle professioni con differenti percorsi di studio. Contiamo di poter coprire la totalità degli indirizzi universitari e fornire ai ragazzi un discreto paniere di esperienze. La scelta degli studi universitari è decisiva, oggi più che mai; noi vogliamo renderla più consapevole. Questo progetto è il più avanzato in termini di organizzazione, ma abbiamo in batteria diverse altre iniziative: teatro, sport, conferenze, beneficenza e molto altro. Siamo certi che sempre più persone vorranno partecipare, si respira un clima molto positivo, nuovo e fresco.

In che modo si può accedere a Live At e partecipare alla vita dell’associazione?

Siamo presenti sul web con la pagina Facebook e col nostro sito (www.liveat.it) dal quale è anche possibile iscriversi riempendo un veloce e breve modulo virtuale. Siamo inoltre sul territorio con la sede fisica a S. Vincenzo di Mercato S. Severino. Abbiamo una mail (ass.liveat@gmail.com) alla quale è possibile inviare qualsiasi tipo di domanda o proposta, saremo lieti di conoscere altri amici.

Ringraziando Vincenzo Coppola per la disponibilità dimostratami, faccio un in bocca al lupo a tutti gli iscritti a Live At con l’augurio che diventi una realtà sempre più grande e importante!

 

Maria Rossana Fasolino

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