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18 febbraio 2012

Fabbrica virtuale per la “Lean experience”

Pordenone: l’istituto tecnico J. F. Kennedy incontra per una intera giornata la fabbrica virtuale di San Vito al Tagliamento e grosse novità, da un punto di vista soprattutto pratico, si profilano per gli studenti.

È opportuno aprire una parentesi circa il cosiddetto “metodo Lean”: trattasi di un nuovo modello di progettazione edilizia basato sulla “Lean Manufacturing” (Produzione snella); un approccio di tipo “olistico” il cui obiettivo è il massimo ricavo attraverso il minimo sforzo.

Una doverosa premessa, dal momento che i procedimenti previsti dal metodo in questione sono contemplati e puntualmente studiati presso la fabbrica di San Vito. La stessa che ora ha scelto di spalancare le proprie porte ai giovani del Kennedy.

Il presidente dei Giovani imprenditori di Unindustria Pordenone, Marco Camuccio, insieme al direttore Paolo Candotti, ha precisato gli intenti dell’iniziativa: “L’idea di fondo è di creare sinergia tra chi concorre alla preparazione dei giovani, valorizzare le competenze tecniche specifiche spendibili nel mondo del lavoro e favorire lo scambio di esperienze tra le scuole e le aziende.

La dirigente dell’ITST Antonietta Zancan, a tal proposito, fornisce una spiegazione in merito all’importanza di un approccio di questo tipo nella moderna concezione di manifattura: “Il “metodo Lean” viene codificato all’interno delle industrie manifatturiere in pratiche e tecniche che si traducono in un tipo di gestione più agile, centrata sull’eliminazione degli sprechi, sulla flessibilità, sul concetto di qualità e del miglioramento continuo.

Novità pratiche, dicevamo in apertura. Sì, perché proprio agli esperti della sperimentazione del “Lean” al lavoro nella “Lean experience factory” di San Vito è affidato il compito di illustrare la propria esperienza agli studenti del Kennedy, in modo da chiarire le principali perplessità riguardo un approccio così innovativo, evidenziandone i punti di forza.

Un’alternanza scuola-lavoro la cui rilevanza non viene spesso sottolineata nel modo giusto, ma che Zancan sostiene a gran voce come “un’opportunità e una risorsa per l’educazione e la crescita dei nostri ragazzi. Siamo, infatti, molto soddisfatti perché tutti e cinque i progetti presentati dall’istituto sono stati approvati dalla regione.

Ciò consente di arricchire la nostra offerta formativa – prosegue – , dando un contributo innovativo delle metodologie di apprendimento e dei saperi, e potendo modulare i percorsi di studio sulla base delle nuove professioni e dei nuovi profili richiesti dalle imprese.

L’opportunità offerta ai ragazzi dalla fabbrica di San Vito è scaturita dal sodalizio fra l’Unione industriali di Pordenone ed il Kennedy, in grado di spianare la strada all’allestimento di uno stage che potrebbe non esaurirsi in quell’unico giorno.

La preside del Kennedy specifica infatti che i partecipanti “potranno mettere subito in pratica le potenzialità di un cambiamento per poi studiarne le trasformazioni nei contesti produttivi delle aziende leader dei vari settori, disposte ad ospitare gli stagisti per altri cinque giorni.

Non è tutto: i tirocinanti, muniti di apposito attestato di partecipazione, saranno anche sottoposti ad un prova di esame finale, con la quale lo stage potrà dirsi effettivamente concluso.

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