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19 Febbraio 2012

Festival di Berlino: vincono i fratelli Paolo e Vittorio Taviani

Festival di Berlino
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Dopo più di 20 anni, l’Orso d’oro del Festival di Berlino è nuovamente italiano grazie ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani.

Il premio assegnato al Festival del cinema di Berlino è andato ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani e il loro “Cesare Deve Morire” un film, ambientato nel carcere di Rebibbia, che racconta la storia di un gruppo di reclusi che si prepara a interpretare sul palcoscenico la tragedia di Shakespeare “Julius Caesar”.

Soddisfatti i vincitori che in una nota rilasciata all’Ansa dichiarano: “Questo premio ci da’ gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia guidati dal regista Fabio Cavalli che li ha portati al teatro. Questi detenuti-attori hanno dato se stessi per realizzare questo film. E poi ci fa piacere vincere un premio in un festival come questo che non ha un indirizzo generico ma che al contrario ha un carattere molto specifico: cerca forze nuove e cerca forze che si appassionano a tematiche sociali

Ancora più soddisfatti  al Festival di Berlino sono il presidente di Rai Cinema, Franco Scaglia e l’amministratore di Rai Cinema, Paolo del Brocco.

Cesare deve morire –spiega Scagliaè un’opera che tocca magistralmente le corde profonde della vita carceraria, tra battute shakespeariane e dialetti quotidiani, tra il desiderio di riscatto e la durezza delle pene da scontare.  Anche per questo l’Orso d’Oro è un premio importante, perché punta una luce nuova su un tema di grande attualità come la drammatica situazione in cui si trova il nostro sistema carcerario, e porta all’attenzione del pubblico il lavoro straordinario svolto quotidianamente dagli operatori che tentano con ogni mezzo, anche con l’arte e il teatro, il recupero di tante vite difficili”.

Dopo ben ventun’ anni il cinema italiano torna a vincere a Berlino. –esclama del Brocco Lo fa con un film su un tema difficile, di forte impegno, con un linguaggio di grande cinema come solo i nostri migliori autori sanno fare. Siamo molto orgogliosi di aver contribuito a produrre “Cesare non deve morire” un’opera che rientra nella nostra linea di produzione di cinema civile, e che risponde appieno al nostro mandato di servizio pubblico confermando l’importanza dell’impatto di Rai Cinema e della Rai sull’industria culturale e cinematografica italiana. I nostri complimenti a Paolo e Vittorio Taviani che con questa opera hanno scritto un’altra grande pagina di cinema”.

Dora Della Sala

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