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23 febbraio 2012

La nicotina toglie Parkinson e Alzheimer di torno

Il Fumo nuoce gravemente alla salute” è sempre vero? Secondo un recente studio, la nicotina non sempre ha effetti negativi sulla nostra salute, bensì è una potenziale difesa contro alcune malattie.

La nicotina migliora la concentrazione e fa bene alla memoria perché amplia la capacità della “working memory” o memoria di lavoro, limitando però nel cervello umano alcuni processi legati alla scelta e all’avvio del movimento.

Lo studio presentato lo scorso novembre a Washington in occasione del Congresso mondiale della Society for Neuroscience, è stato realizzato dall’Istituto di bio-immagini e fisiologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Segrate-Milano in collaborazione con l’Istituto di Psicobiologia dell’Università Bicocca di Milano.

La working memory è connessa al concetto di memoria a breve termine, intesa come una parte di informazioni che vengono immagazzinate per un breve periodo di tempo dal sistema mnestico, ma con una capacità ed un tempo di ritenzione ridotti. È inoltre il luogo in cui avviene la prima gestione/manipolazione dell’informazione, che rappresenta l’unione tra percezione sensoriale ed azione controllata.

“I risultati – spiega il ricercatore Ibfm-Cnr Alberto Zani – confermano le scoperte della ricerca neurobiologica sui modelli animali, che evidenziano il ruolo cruciale della nicotina nel trattamento dei principali sintomi del Parkinson, come le discinesie motorie e i disturbi della memoria. In particolare, sono stati studiati due gruppi, uno di giovani fumatori e l’altro di non-fumatori, bilanciati dal punto di vista dello stato psicofisico e del livello culturale”.

I soggetti sotto esame sono stati sottoposti a diverse prove “per testare i meccanismi cerebrali di orientamento selettivo dell’attenzione visivo-spaziale e il tempo di reazione, i partecipanti dovevano mantenere la fissità dello sguardo, prestare attenzione a stimoli presentati in punti diversi dello spazio visivo, previamente segnalati, e rispondere premendo un tasto.”

Durante i test, l’attività bioelettrica cerebrale dei volontari veniva monitorata da 128 sensori, i quali hanno registrato una parità tra i due gruppi nella prova d’attenzione visuo-spaziale, invece nel doppio compito attentivo-mnemonico i fumatori sono stati più rapidi nel premere il tasto ma allo stesso tempo più lenti nella programmazione e nella decisione motoria.

Grazie alle immagini di risonanza magnetica tridimensionali, è stato possibile studiare il ruolo svolto dai neuroni frontali e prefrontali dell’emisfero destro del nostro cervello, nella capacità di gestire un alto carico di lavoro e nell’espansione della “memoria di lavoro” indotte dai livelli di nicotina.

Questo studio, che per primo analizza gli effetti della nicotina sulla memoria umana, apre le porte all’utilizzo di questa sostanza per ridurre i problemi delle malattie del Parkinson e dell’Alzheimer. Su tale principio alcuni ricercatori del Kings College di Londra stanno brevettando una pillola alla nicotina.

Obiettivo di questi studiosi è quello di creare una capsula contenente i principi benefici del tabacco e scartando le particelle responsabili di malattie gravi. Il farmaco è stato già sperimentato sui topi con effetti eccellenti, poiché la nicotina interagendo con alcune sostanze del cervello, potenzia la capacità intellettiva a svolgere lavori di precisione. I ricercatori sono fermi nel sostenere che l’assunzione di questa pillola non elimina la demenza, ma ne attutisce gli effetti negativi.

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