• Google+
  • Commenta
17 febbraio 2012

Le nuove biblioteche digitali

Anche le Biblioteche si stanno adeguando ai tempi nel passaggio al digitale, infatti, potremo consultare periodici elettronici, giornali, e-book, enciclopedie, dizionari e quant’altro accedendo direttamente ai cataloghi disponibili su internet, attraverso le risorse digitali si potranno cercare e trovare i testi, quindi una volta conosciuta la collocazione fisica (in atenei Italiani ma anche stranieri) del testo, si potrà inoltrare la domanda di prestito on-line per la consultazione attraverso 173 banche dati multidisciplinari con l’aiuto di esperti bibliotecari.

E’ proprio a tal proposito è stato realizzato un video dal CTU – e visibile sul canale Youtube dell’Università di Milano dalla Divisione di coordinamento  Biblioteche. Sei nostri docenti  “Alessandro Zucchi (filosofo del linguaggio), Francesco Ragusa (fisico), Anna Maria Spada (endocrinologa), Alberto Mantovani (immunologo), Eva Cantarella (storica del diritto) e Claudia Sorlini (microbiologa agraria)sono stati intervistati sull’utilizzo delle proprie ricerche attraverso la biblioteca digitale.

Oggi il vantaggio della consultazione di testi in digitale, accelera il lavoro attraverso Internet, e pensare che appena 20 anni non si poteva neanche immaginare l’evoluzione che avrebbe costituito, infatti per consultare un testo, riviste o articoli anni addietro significava perdere anche un mese di tempo in giro per i vari dipartimenti di studi delle varie città con la presenza di biblioteche.

Oggi quindi una biblioteca che si rispetti è una raccolta organizzata di supporti delle informazioni, fisici (libri, cd, dvd, e-Book) in grado di soddisfare i bisogni informativi (studio, aggiornamento, svago, e tanto altro).

Se riflettiamo sull’etimologia del termine “biblioteca” notiamo che è composta da due parole greche – Biblion (libro, il nome dato alla corteccia del papiro) e Theke (scrigno, ciò che è contenuto nel suo interno, il valore letterario) tale riferimento legato alla nascita del supporto cartaceo e successivo alla scrittura su pietra, non perde di significato e si evolve attraverso il digitale, con il quale si spera di sensibilizzare maggiormente le ricerche sia dei docenti che dei giovani ricercatori universitari nell’utilizzo, ma affinché si stia al passo con i tempi, e per realizzare nel nostro paese una efficiente rete a livello nazionale, bisogna ancora tanto investire e lavorare, resta il dilemma sui fondi che potranno essere utilizzati per le spese del digitale visti i tempi di crisi che colpiscono duramente gli atenei universitari, ma bisogna tenere conto che il digitale è uno strumento indispensabili per la didattica e la ricerca del nostro futuro.

Google+
© Riproduzione Riservata