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1 febbraio 2012

Piacenza e lo stato dello Iowa uniti per l’udito

Il reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Piacenza, e in particolare l’unità operativa diretta da Domenico Cuda, allarga non solo i propri orizzonti, ma quelli della medicina italiana, grazie alla collaborazione, che si protrarrà fino ad agosto, con l’americana University of Iowa per un progetto di ricerca.

Rich Tyler, che è a capo della ricerca audiologica nell’università americana, ha fornito un contributo importante al lavoro, che è volto a determinare gli effettivi benefici dell’installazione di protesi e impianti cocleari nei pazienti che presentano sordità profonda.
Un impianto cocleare serve per trasformare i suoni in impulsi elettrici e indirizzarli direttamente alle fibre del nervo acustico, “saltando” le cellule ciliate dell’orecchio che sono danneggiate (e che quindi impediscono la ricezione dei suoni esterni). Gli impulsi vengono quindi interpretati dal cervello come suoni.

Ma la sfida è ora capire se una neuroprotesi come questa potrebbe portate benefici ai pazienti affetti da acufene (ovvero un disturbo caratterizzato da continui fischi che vengono avvertiti in uno o in entrambe le orecchie in modo continuativo), e se nei malati di profondità sorda potrà essere utile la stimolazione bimodale, che consta invece di un impianto da portare in un orecchio e di una protesi acustica nell’altro.

L’iniziativa è finanziata in parte dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e prevede il contributo dell’audiologo Andrew J. Keiner, proveniente dall’università americana, e di un nutrito team di medici italiani, composto dal medico referente Alessandra Murri, la logopedista Letizia Guerzoni e le audiometriste Elisa Briccola, Patrizia Frontera e Anna Mainardi.

Questa partnership fa ben sperare non solo dal punto di vista medico, ma soprattutto perché rappresenta un’importante cambiamento nella tendenza dei ricercatori italiani a spostarsi all’estero per condurre degli studi e realizzarsi professionalmente.

Francesca Corno

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