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29 Febbraio 2012

Sapienza e Google oltre le frontiere della comunicazione

Si respira sempre più aria di campus e di internazionalizzazione alla Sapienza Università di Roma. Dalla mattina del 28 febbraio circa 165.000 persone tra studenti e laureati da meno di due anni del principale ateneo romano potranno accedere alla nuova piattaforma di servizi integrati di comunicazione sviluppata in collaborazione con Google.

L’iniziativa, per adesso unica nel suo genere in Europa, nasce sulla scia del successo che già da qualche decennio ha fatto si che il cloud computing si diffondesse nelle più importanti università statunitensi, come quelle di Harvard e Berkeley, fino a conquistare una fetta pari al 66% degli atenei più prestigiosi ed innovativi del nuovo continente. «La Sapienza si aggiunge a questo gruppo quale esempio di eccellenza in Italia e in Europa, facilitando così l’integrazione degli attuali studenti nel mondo professionale del futuro» dichiara soddisfatto William Florance, Direttore di Google Apps for Education per Europa, Medio Oriente e Africa.

Un accordo storico, quello tra la Sapienza e Google con la collaborazione di Scube New Media, che ha dato vita ad un progetto dalle grandi potenzialità. Un eccezionale esempio di collaborazione tra pubblico e privato e di innovazione all’interno del mondo accademico. Per ora l’implementazione dei servizi di comunicazione di campus avverrà solo per gli studenti, ma prossimamente sarà estesa anche al corpo docente, in maniera tale da creare una fitta rete multimediale in grado di stimolare nuove metodiche per una esperienza accademica maggiormente votata al 2.0, cioè all’interattività.

«Gli studenti di oggi sono abituati ad interagire e condividere informazioni sul web. Le università devono quindi mostrarsi ricettive nei confronti di questa realtà, offrendo agli studenti ciò che fa già parte della loro quotidianità»; con queste parole il Rettore della Sapienza, Luigi Frati, ha presentato al pubblico, nel corso di una conferenza stampa, la nuova sfida hi-tech che, tra l’altro, permetterà all’ateneo romano di eliminare i costi di gestione e di manutenzione dei server di posta elettronica e lo sviluppo di nuove piattaforme di e-learning, attualmente basate sul software Moodle.

Cosa cambierà in sostanza? Le attuali caselle di posta elettronica saranno trasferite sui server di Google, per tanto ogni studente avrà a disposizione una casella basata sul noto servizio G-Mail. L’accesso avverrà utilizzando le stesse credenziali utilizzate per il sistema informativo di ateneo (Infostud) mentre l’ indirizzo di posta resterà sempre lo stesso, basato sulla combinazione logica “cognome.matricola@studenti.uniroma1.it”. Al primo accesso dalla pagina di login si dovrà accettare il nuovo regolamento di fornitura del servizio, passo necessario per accedere finalmente al mondo delle Google Apps for Education marchiate Sapienza.

Il cloud computing. Il cuore della nuova web community è la casella di posta elettronica, dalla quale è possibile accedere a numerose applicazioni web (quindi senza dover scaricare o installare nulla) note con il nome di Google Apps for Education. Questi strumenti consentono di creare una rete di comunicazione all’interno dell’ateneo, sul modello dei college e dei campus statunitensi (chi ha visto ad esempio il film “Nickname: Enigmista” ha ben presente di cosa si parla), generando una nuvola di dati condivisi, residenti non sui singoli hard disk ma su server accessibili via internet da tutti gli appartenenti alla rete, ovunque e con qualsiasi dispositivo, anche mobile, in grado di connettersi al web. Questa tecnologia è conosciuta con il nome di cloud computing e se sfruttata in tutta la sua potenzialità è in grado di restituire una esperienza di condivisione di conoscenze e di socializzazione veramente notevole.

Quali servizi? Esperienza digitale elevata a potenza, questo è ciò che i nuovi servizi made in Google offrono agli studenti della Sapienza. Oltre alla classica posta elettronica, davvero migliorata rispetto al sistema obsoleto precedentemente in uso, sarà possibile utilizzare strumenti come Google Docs per creare e condividere documenti, presentazioni, fogli di lavoro e grafici, incentivando così lo scambio di appunti, dispense e altri materiali per una innovativa esperienza di interazione tra insegnanti e studenti. Andando avanti nell’esplorazione dei servizi troviamo strumenti, come Google Calendar, che consentiranno di gestire al meglio l’organizzazione interna del lavoro, dalla pianificazione dello studio personale fino alla gestione di aule, eventi e sessioni d’esame. Si potranno creare dei gruppi di lavoro o di discussione. Ricerche, lavori di gruppo e perfino colloqui con i docenti potranno avvenire anche via web, magari mediante la video chat integrata in Gmail. Studenti e docenti potranno, con il servizio Google Sites, creare in pochi click e in totale autonomia una propria pagina web personale o un minisito (pubblico o ad accesso privato), dove poter inserire documenti, immagini, video, suoni e quant’altro relativi ad un progetto, un corso, una ricerca o una tesi, alimentandone i contenuti in modo collaborativo con tutti coloro che verranno invitati a condividerlo. Inoltre, grazie alla tecnologia del cloud computing si potrà preparare tutto il lavoro da casa per poi trovarlo disponibile e pronto per l’uso all’università (o viceversa), semplicemente connettendosi al proprio account, in modo da poter realizzare così presentazioni, lezioni, conferenze e quant’altro senza dover ricorrere ad ulteriori strumenti, come pen drive o cd.

Lo stato dell’arte. Un progetto sicuramente innovativo e ambizioso di cui la Sapienza può vantarsi. Una occasione di gran classe per creare una vera e propria comunità virtuale che rafforzi l’idea del campus e dell’università come tappa fondamentale della vita e della formazione del singolo studente, all’insegna di una condivisione di saperi ed esperienze ormai irrinunciabile in una società che vive di interattività, dove il semplice studio non basta per una maturazione completa. Un progetto che forse guarda anche fin troppo oltre le reali potenzialità degli studenti italiani, ancora troppo legati ad una informatizzazione semplice ed elementare, con una idea di campus e di condivisione ancora non perfettamente sviluppata. Gli studenti italiani sono ancora troppo legati all’idea di una università basata sul sistema lezione frontale-libro-studio-esame, dove gli appunti si vendono, così come le registrazioni delle lezioni e anche le più piccole ed elementari particelle di conoscenza. Come si può pretendere che dall’oggi al domani improvvisamente un sistema così mercenario ed egoistico evolva in una condizione di condivisione totale ed interattività? Un altro ostacolo non trascurabile è costituito dalla stessa classe docente, per larga parte troppo chiusa, poco predisposta ad una apertura collaborativa con gli studenti, legata ad una istruzione di cattedra, dove il rapporto studente-docente è una formalità, una gerarchia, un mestiere, non di certo un confronto costruttivo. Una bella idea, un lodevole progetto che però andrebbe affiancato da interventi sicuramente di maggiore necessità e importanza, come la ristrutturazione dei siti web di facoltà, per la maggior parte vetusti e graficamente e tecnologicamente fermi agli albori del web, decisamente lontani dal sito istituzionale che, seppur con grande dispendio di denaro, l’ateneo ha provveduto a rimodernare, se non altro per dotare quel logo istituzionale costato 200 mila euro di una degna cornice.

 

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