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29 febbraio 2012

“Tilt! Brianza”: associazione studentesca in piazza per reddito minimo studenti

“Precari vs Operai: dialogo sopra due pessimi sistemi”: questo il titolo provocatorio scelto per la rappresentazione scenica organizzata da “TILT! Brianza”, in programma Domenica 4 marzo, alle ore 15, in piazza San Paolo Monza.

«“Tilt! Brianza” è un’associazione composta da una decina di ragazzi brianzoli tra i 20 e i 30 anni – ci spiega Alessandro Gerosa, uno studente universitario, nonché portavoce del gruppo brianzolo-  costituita lo scorso autunno, con l’obiettivo di costruire un futuro per i giovani; ciò che rivendichiamo come associazione – continua Gerosa- è il diritto alla felicità per le nuove generazioni: una felicità reale che derivi dalla sicurezza del reddito».

Nel ribadire la necessità di un reddito minimo per gli studenti, di un sussidio, che esiste già da molto tempo oltralpe, ritroviamo il motivo della scelta di un cosi’ singolare titolo della manifestazione e rappresentazione artistica di strada: Gerosa distingue allora “Precari vs Operai“, ricordando che «Il primo fa parte di una categoria che non ha diritti, mentre il secondo di una i cui diritti si stanno erodendo»

Tilt! Monza“, con il sostegno sindacale brianzolo di CGIL e FIOM CGIL, in collaborazione con le associazioni studentesche presenti e ben radicate sul territorio, inaugura in tutta Italia una campagna per ottenere riforme certe e senza dubbio non poco pretenziose, anche se considerate sacrosante appena fuori dallo stivale!

Il reddito minimo, secondo l’associazione TilT, non può che essere garantito. «Il nostro obiettivo è di scardinare il ricatto esercitabile dal datore di lavoro sul dipendente– continua Gerosi-, tanto più se giovane e precario. Nessun a conquista lavorativa è accettabile se compiuta sulla pelle di altri lavoratori» .

Un dibattito al termine della rappresentazione scenica del 3 marzo, sarà accompagnato dalle testimonianze reali sia di precari, sia di salariati assunti, magari licenziati di giorno in giorno solo per eludere le leggi che regolano il lavoro ed i contributi da versare al dipendente.

L’assemblea si concluderà con alcune considerazioni riguardo l’esportazione del lavoro all’estero , che si traduce in cassa integrazione per chi come, l’Alcatel di Vimercate, preferirebbe investire nel lavoro sottopagato estero, pur di risparmiare , inveendo ancora una volta  (e come sempre nda) sulle spalle di onesti lavoratori , ai quali vengono sottratti e negati la maggior parte dei diritti che fino a pochi anni fa si ritenevano ormai acquisiti.

Continua la lunga scia del lavoro trapiantato di continuo all’estero . Dalla Cina, alla  Bulgaria, in  Romania , e  proprio come in Alcatel altro «.. Esempio, questo, di azienda che chiude non in seguito alla crisi economica, ma poiché è più conveniente spostarla all’estero» ha spiegato Paolo Cerri, segretario di CGIL MB.

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