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23 marzo 2012

Basta, ti cancello dai miei amici di Facebook!

A chi non è mai capitato di aprire il proprio profilo sul più importante social network del momento e leggere il post di una persona “accettata” tra gli amici anni or sono e quante volte è capitato di dire: “tu?! basta, ti cancello dai miei amici di Facebook!”.

Il social network, ormai è una costante insostituibile di ogni nostro giorno; addirittura per alcuni l’uso di Facebook si è trasformato in una malattia, un’ossessione, un’insaziabile dipendenza. Tutto ciò ovviamente pare dispiacere molto poco all’ormai noto Mark Zuckerberg: padre fondatore del network che attualmente ha altro di cui preoccuparsi.

Curioso e indicativo della recente analisi che ha visto protagonisti “padre e figlio” (Zuckerberg e Facebook), è lo slogan del social network che così recita: “Facebook ti aiuta a connetterti e a rimanere in contatto con le persone della tua vita”. Ciò che suscita interesse è l’ultima parte del testo in cui si fa riferimento alle “persone della tua vita”. Certamente, sorge spontanea un’obiezione: molte delle nostre virtuali amicizie,  strette in modo fittizio tramite “un clic di conferma”, contano non di sicuro “persone della nostra vita” bensì amici di amici, conoscenti che per la durata di una serata hanno allietato i nostri sabati o addirittura sconosciuti con i quali non si è mai avuto nulla a che fare o con i quali magari condividiamo inspiegabilmente  qualche “amico in comune”.

Il circuito che racchiude la cerchia di amicizie su Facebook, non è limitato effettivamente alle “persone della nostra vita”, al contrario, una buona percentuale interessa volti anonimi, persone dagli usi e costumi sconosciuti, gente dalla sessualità malata che Facebook riesce a celare molto bene. Non conoscendo personalmente un individuo, la “realtà telematica” spesso pecca di inganno.

Al cospetto di una realtà multiforme, pare che gran parte degli utenti di Facebook, abbia anticipato le “pulizie di primavera”. Molti iscritti, stanno provvedendo vertiginosamente alla cancellazione di un numero consistente di “amici, nemici, poco amici, antipatici di turno”. Morley Winograd, direttore dell’istituto di Communication Technology Management della California, giustifica così tale avvenimento: “la popolazione di Facebook sta invecchiando. Quelli che un tempo erano studenti ora hanno superato i 30 anni e, dunque, hanno altre preoccupazioni:preferiscono proteggere la loro vita privata invece che metterla in mostra”.   

Che la popolazione di Facebook stia maturando? Che auspichi ad un maggior rispetto della privacy? Forse, si sta tentando un avvicinamento del mondo virtuale al mondo reale? Stando ai fatti, si, è probabile che gli utenti interessati, stiano restringendo il proprio campo d’amicizie per rendere le loro ore su Facebook più vicine a quelle che trascorrono accanto ad amici in carne ed ossa.

Una selezione dei contatti con i quali condividere il proprio profilo, comporta una maggiore attenzione verso chi si è scelto di lasciare tra le proprie amicizie e inevitabilmente si eludono pericoli in agguato e pronti a colpire ad ogni piccola disattenzione. Per l’universo di Facebook, ciò che sta accadendo è positivo sotto ogni punto di vista; il solo fatto della scelta che escluda il meccanico gesto di accettare decine di persone al giorno è sinonimo di crescita.

Per Marck Zuckerberg però esiste un lato della medaglia dai risvolti poco rosei ed è quello che interessa il business. Un’esperta di comunità on line, Karen North, rivela che continuare a scartare amici su Facebook potrebbe causare gravi perdite per il social network: “Facebook e il suo business si basano sulle interconnessioni tra le persone e sulle informazioni che queste si scambiano tra loro. Se gli utenti restringono la loro rete, eliminano gli amici, la capacità di Facebook di avere informazioni sui profili ne risentirà, e di conseguenza anche la sua capacità di inviare pubblicità su misura, cucita sartorialmente sui nostri interessi e curiosità”.

Gli utenti che pullulano nel social network, stanno cambiando le loro tendenze. Non è più di moda ormai collezionare confusamente amicizie di ogni genere; la propensione si sta spostando su un altro versante: la pulizia di chi si sente poco vicino a noi stessi. D’ora in poi Zuckerberg dovrà provvedere ad incassare colpi bassi.

 

 

 

 

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