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16 marzo 2012

Dottore per finta: la commedia del dietologo di Faenza

Si era laureato a 30 anni, con il massimo dei voti, sotto gli occhi dei parenti gonfi d’orgoglio per il suo 110 e lode, per poi inaugurare una carriera da nutrizionista dietologo.

Peccato che la discussione della tesi, tenutasi in un’aula dell’università di Bologna, non fosse altro che una messinscena.

La vicenda ha dell’incredibile e si è conclusa nei pressi di Forlì, dove le Fiamme Gialle sono infine riuscite a rintracciare ed incastrare il giovane in possesso di “falsa licenza”.

Una volta sottoposto ad interrogatorio, il 37enne M.Z. non ha potuto fare a meno di confessare: “È vero. Mai preso la laurea. Ho fregato tutti. Mi avete tolto un bel peso. Grazie.” Gli sono stati confiscati strumenti, documentazione fiscale ed un pc.

Dottore in Medicina e Chirurgia? Ma quando mai! Lui In realtà non aveva svolto più di una ventina di esami, e il titolo che si portava appresso era una patacca in piena regola. Non aveva neppure mai collaborato con l’ospedale “Sant’Orsola” in veste di medico internista, come indicato nel suo curriculum.

L’indagine, condotta dal pm Marilù Gattelli della Procura di Forlì, ha dovuto fronteggiare diversi ostacoli ed impedimenti poiché il finto medico, a dirla tutta, aveva fatto le cose in grande.

Innanzitutto senza nascondere nulla ai parenti più stretti, secondo la cui testimonianza il ragazzo era un dottore a tutti gli effetti. “Guardi, sono andata io stessa alla sessione di laurea. Io ho visto coi miei occhi mio figlio discutere la tesi”, ha dichiarato la madre ai finanzieri.

E come dar torto ai poveri genitori, i quali avevano avuto modo di assistere in prima persona alla cerimonia in un’aula dell’Alma Mater (“prenotata” non si sa come dal diretto interessato), in presenza addirittura di figuranti assoldati apposta per interpretare il ruolo di commissari di laurea.

C’è di più: nei sette anni successivi, il giovane aveva fatto in modo di non destare il minimo sospetto nei clienti; li riceveva in uno studio di sua proprietà a Faenza, adiacente alla propria abitazione, o in alternativa ne prendeva in prestito uno qualsiasi dei due messi a disposizione da amici residenti a Rimini e Forlì.

Ma la cosa più sorprendente è che il dietologo, stando ai riscontri, era anche un bravo dietologo. In molti, nella zona, si rivolgevano a lui per farsi visitare o, peggio, farsi consigliare diete e ricette.

L’impostore godeva per giunta di una tale popolarità da potersi persino permettere di partecipare a numerosi seminari e conferenze, che avevano contribuito a consacrarlo quale una sorta di luminare del campo, almeno nel suo piccolo.

Bisogna aggiungere che la stessa situazione finanziaria del “medico” non mostrava crepe, come confermano i controlli effettuati dalla squadra guidata dal capitano Tozzola e dal colonnello Mazziotti.

Tutto in regola, insomma, come si conveniva ad un onesto e serio professionista. Nulla che lasciasse presagire una simile pantomima.

Del resto la Finanza, dal canto suo, non avrebbe potuto muoversi senza opportune segnalazioni. E in questo caso pare proprio che il successo riscosso e le manie di esibizionismo abbiano funto da arma a doppio taglio.

A smascherare il teatrino, infatti, sarebbero stati per primi alcuni colleghi invidiosi, i quali si sono presi la briga di verificare l’assenza del suo nome tra gli iscritti all’Ordine dei medici di Forlì-Cesena.

Da lì in poi il pallino del gioco è passato nelle mani delle autorità, le quali hanno poi provveduto a ricostruire, non senza difficoltà, l’intera vicenda. I capi d’accusa sono di falso ed esercizio abusivo della professione.

Un epilogo degno del copione di una qualsiasi commedia degli equivoci; ammesso che quanti, negli ultimi anni, hanno acquistato medicinali prescritti senza alcun attestato o autorizzazione, abbiano voglia di farsi una risata.

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