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11 marzo 2012

Fallacie fisiche: neutrini e relatività

10 marzo 2012, Salerno – Salone dei Marmi, ore 15:00.

Le conferenze non sono mai state sinonimo di impegno, almeno per me che devo venire da lontano per poter accrescere il mio bagaglio culturale. Certo, Salerno non è il posto più lontano della Terra, ma di sicuro i mezzi di trasporto scarseggiano e in tempi dilatati, si sa!, l’attenzione cala e la pazienza stringe.

Insomma per arrivare a Salerno ho impiegato all’incirca due ore! Sicuramente i Fisici di Opera avrebbero fallito tutti gli esperimenti con questa lentezza interiore, dato che probabilmente il fantastico neutrino di cui si è parlato ultimamente ha una velocità maggiore di quella della luce.
Ne siamo proprio sicuri?

Effettivamente non c’è stata una vera e propria smentita – evidentemente gli scienziati ci mettono fatica e orgoglio per riconoscere di aver sbagliato – però è molto probabile che ci siano stati errori tecnici, oscillatori che non oscillano, connettori che non connettono, insomma i soliti problemini all’italiana.
E se il neutrino viaggiasse a una velocità superiore a quella della luce, Einstein non sarebbe poi così contento e neanche gli studenti di Fisica che devono riqualificare le proprie conoscenze per qualche nanosecondo di differenza.

D’altra parte il neutrino ha una storia tutta italiana – come spiegava il Prof. Antonio Ereditato responsabile dell’esperimento Opera – tanto da essere nominato da “neutrone” a “neutrino”.

La Sala era già piena al mio arrivo, studenti, signori, fisici e astrofisci tutti intenti alle spiegazioni del professore dalla Svizzera che tanto ci teneva a fare un esempio di neutrino con una torta tipica del Paese in cui insegna.

Dopo la breve storia di questa minuscola particella neutra, da Fermi ( padre del neutrino) al premio Nobel per la Fisica, Koshimoto,  per aver captato 11 neutrini il 23 febbraio 1987 dopo l’esplosione di una Supernova. Ma non è tanto come e quanti neutrini vengono generati dal Sole, dalla Terra o da una qualsiasi stella esplosa, piuttosto è una questione pseudo filosofica che è sorta durante la conferenza inerente ai neutrini: come distinguere il mondo reale dalla sua rappresentazione.

La questione potrebbe toccare solo uno Schopenhauer moderno, tutto intento a guardare la propria mano destra e il suo riflesso nello specchio a pensare: ma se fotografo questa mano (quella vera e quella riprodotta) come faccio a sapere qual è la sua rappresentazione e quale no?

Un fisico bravo ci riuscirebbe!”, ha affermato convinto il professore Ereditato. In un nanosecondo un dito della nostra mano è attraversato da 60 milioni di neutrini, per cui è possibile grazie a questi avere la risposta alla domanda precedente. “Un neutrino è una trottola di vuoto”, trottola perché gira attorno a se stesso in senso orario – uno speen positivo di un mezzo – “se fotografassimo uno neutrino dal suo riflesso, questo girerebbe in senso antiorario. Per questo un bravo studente di fisica riuscirebbe a capire qual è la realtà!”.

E noi da quale lato stiamo girando?

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