• Google+
  • Commenta
2 aprile 2012

In scienza non è come in politica: chi sbaglia paga

 

Queste sono le parole pungenti pronunciate da Fernando Ferroni, presidente dell’ Istituto nazionale di fisica nucleare, a seguito della decisione di sfiduciare Antonio Ereditato, lo scienziato che aveva annunciato la possibilità che il neutrino viaggiasse più veloce della luce.

E’ del 30 marzo la notizia secondo cui il fisico napoletano, docente all’ Università di Berna, avrebbe deciso di rassegnare le dimissioni da coordinatore del guppo internazionale di studiosi impegnati nell’ esperimento OPERA dopo che una “lieve maggioranza” di colleghi gli aveva votato contro.

Ricordiamo che la notizia sui risultati dell’ esperimento che avrebbe potuto rivoluzionare la fisica e che sicuramente ha fatto rabbrividire parecchi studiosi è stata sconfessata da Science il 22 febbraio e dalle successive dimostrazioni di Carlo Rubbia e Antonino Zichichi rispettivamente in data 16 e 29 marzo.

Alla fine si è trattato solo di un accoppiamento imperfetto di fibre ottiche e di uno sfasamento tra orologi atomici che hanno sfalzato la misurazione di pochi nanosecondi registrando la maggiore velocià dei neutrini rispetto a quella della luce.

Non sono bastate le giustificazioni di Ereditato che ha affermato di non aver mai parlato di “scoperta”, di non aver utilizzato alcun tono trionfalistico e di esser stato abbastanza cauto nel divulgare i risultati del test. Rimangono, comunque, le accuse di chi sostiene che la notizia sia stata data in maniera frettolosa senza effettuare le giuste verifiche con lo scopo anche di anticipare gli americani che lavorano allo stesso progetto.

In ogni modo, la sfiducia dei colleghi e le successive dimissioni di Ereditato fanno il loro effetto come la strigliata di Ferroni al collega che non ha utilizzato mezzi termini per difendere la deontologia della ricerca scientifica.

Fanno il loro effetto e destano meraviglia riguardo soprattutto alla differenza che sembra così palesarsi tra il comportamento rigoroso degli scienziati ed il modo di fare alla buona dei politici. Nello stesso tempo però mettono in cattiva luce la politica stessa che come sempre fornisce solo l’ esempio negativo assoluto, anche quando non c’ entra niente. E forse questo è l’ aspetto infelice delle affermazioni di Ferroni che non fanno che riproporre lo sterile e deleterio luogo comune della casta di impuniti.

A parte le solite polemiche e se davvero si tratti solo di un luogo comune non c’ è alcun dubbio che questo caso offra un raro esempio di rispetto delle regole e di onestà intellettuale dal quale la classe politica italiana sembra esser, comunque, molto lontana.

 

Google+
© Riproduzione Riservata