Anoressia: sintomi, cause e conseguenze: come riconoscerla e curarla

Redazione Controcampus 29 Aprile 2015

Anoressia, sintomi, cause, conseguenze, come riconoscerla, come inizia e come si cura: i consigli per i giovani e per gli studenti della dott.

ssa Laura Benvenuto

L’anoressia è tra i più noti disturbi alimentari tra i giovani ed è il più pericoloso e la prima causa di morte dovuta a psicopatologia dopo il suicidio.

E’ una problematica che si riscontra molto nel sesso femminile e l’età d’insorgenza varia dai dieci anni fino alla tarda adolescenza ed all’inizio dell’età adulta.

C’è da dire però che la casistica si sta modificando negli ultimi anni con un incremento dei casi di anoressia maschile.

Sono molti i pazienti che soffrono di questo disturbo in concomitanza con altre due patologie appartenenti allo stesso spettro: la vigoressia che è l’ossessione per il corpo muscoloso, scolpito, forte e l’ortoressia che implica una serie di convinzioni difficilmente criticabili riguardo la necessità di seguire uno stile di vita sano, un alimentazione corretta e l’osservazione di regole che rischiano di portare ad un ritiro sociale progressivo perché sempre più vincolanti. Inoltre ad infoltire il numero di casi di anoressia ci si mette anche l’insorgenza del disturbo in età sempre più precoce: ci sono casi che si manifestano intorno agli otto anni di età.

Anoressia, sintomi e come riconoscerla

I sintomi riguardano due sfere principali: l’immagine corporea e l’esigenza di controllare due aspetti quotidiani della propria vita come il cibo ed il peso.

L’adolescente inizia a mangiare sempre meno, a pesare ogni alimento ed a contare le calorie che contiene, evita di mangiare in compagnia per evitare di essere costretto ad assumere un quantitativo di cibo superiore a quello che ritiene adeguato. Spesso ha un immagine corporea molto distorta di sé: è convinto/a di essere più grasso/a di quello che in realtà è, passa ore in bagno o davanti lo specchio esaminando ogni più piccolo dettaglio del suo corpo, arriva a contarsi le costole per assicurarsi di essere dimagrito/a: questa dispercezione del corpo è definita in psicologia dismorfofobia: il paziente si percepisce deforme ed è terrorizzato da alcune parti del suo corpo che ritiene motivo di vergogna o di derisione altrui al punto da disconoscerle dallo schema corporea dissociandosene.

Le anoressiche hanno una tendenza a fare un forsennato esercizio fisico con allenamenti durissimi spesso di loro invenzione: fanno km anche in pieno inverno pur di non aumentare neanche di un etto e cercano di sudare quanto più è possibile: è frequente che d’estate scelgano le ore più calde della giornata per camminare o correre.

Un altro aspetto disfunzionale è la vita affettiva di questi/e pazienti poiché la necessità di ricorrere a rituali come il pesare i cibi, il negarsi ogni convivialità, ogni invito a mangiare in compagnia deteriorano i rapporti sia in famiglia che fuori. A questo quadro di isolamento sociale si affianca il progressivo disinteresse per la sessualità con conseguenze catastrofiche sulla coppia.

Non è facile individuare le cause dell’anoressia anche perché ogni paziente ha una storia personale a sé. C’è un largo consenso nel ritenere le dinamiche familiari indubbiamente responsabili dell’insorgere di questo disturbo. Famiglie altamente conflittuali, controllanti, invischiate sono il terreno più fertile in cui sorge l’anoressia ed i disturbi del comportamento alimentare in genere. Inoltre è stato riscontrato che questo disturbo emerge con maggiore frequenza in seguito a lutti e separazioni (non necessariamente dei genitori della paziente) ed a vissuti di abuso. Questi pazienti grazie al controllo ossessivo della realtà e del corpo si costruiscono uno scudo difensivo che li protegge dal crollo: i sintomi di anoressia sono un modo per evitare il contatto con i vissuti ed i sentimenti legati al ricordo del trauma.

Conseguenze di tipo fisico che psichico

Le conseguenze di questa patologia sono sia di tipo fisico che psichico. A livello corporeo si ha un deterioramento totale delle funzioni biologiche che riguardano tutti gli organi: la conseguenza più frequente è l’interruzione del ciclo mestruale, c’è poi un alterazione della frequenza cardiaca che tende ad aumentare, l’indebolimento dello smalto dentale e, nei casi di anoressia più gravi si arriva all’osteoporosi anche in età giovane.

Quando questo disturbo insorge in età adolescenziale può essere pregiudicato il raggiungimento del picco massimo di massa ossea e di conseguenza un rischio maggiore di fratture. Per quanto concerne la psiche queste pazienti resteranno sempre con questa preoccupazione pervasiva per il cibo, anche se sfumata, inoltre potrebbero spostare l’ipercontrollo dalla sfera alimentare ad un altro aspetto importante della propria vita. E’ molto frequente inoltre che dall’anoressia di passi ad altri disturbi del comportamento alimentare alternando ciclicamente le dinamiche tipiche di ognuno di essi. Recenti studi hanno rilevato la correlazione tra disturbi alimentari in adolescenza ed insorgenza di un disturbo bipolare in età adulta.

Anoressia e cura: i consigli degli esperti: ecco come e quando intervenire

Trattandosi come detto prima di una psicopatologia che insorge in contesti familiari conflittuali e disturbati, il trattamento psicoterapico ad approccio sistemico- relazionale è da preferire: il terapeuta prende in carico l’intera famiglia ed esplora insieme ad essa le dinamiche disfunzionali che hanno portato a questo quadro clinico.

Nei casi più complessi è consigliabile affiancare alla terapia familiare anche uno spazio individuale per il/la paziente; inoltre è importante la collaborazione con una nutrizionista che sia addentro le problematiche e le resistenze tipiche di questi disturbi e la difficoltà ad affidarsi a terzi. E’ frequente in casi di grave sottopeso ricorrere al ricovero ospedaliero per complicazioni mediche dovute all’eccessiva denutrizione. Ci sono poi valide strutture residenziali in cui un equipe multidisciplinare lavora proprio sulla ripresa di peso e sul riequilibrio psicofisico. Molto utilizzata è l’arte terapia ed in particolare la danza terapia proprio per il ruolo centrale che assume il corpo. Dunque con questo tipo di patologia il lavoro in rete è estremamente importante, la paziente va accolta e seguita in tutti gli aspetti della sua vita al fine di ritrovare un armonia personale e relazionale.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto