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5 marzo 2012

La Cina può salvare l’Europa (e l’Italia)?

Bandiera_cineseLa Cina è pronta a intervenire in modo più deciso per trovare una soluzione al debito europeo” aveva affermato il premier cinese Wen Jiabao durante il summit Cina-Europa che ha visto la partecipazione anche del presidente del Consiglio europeo Van Rompuy e il presidente della Commissione europea Barroso.

La Cina, quindi, inizia ad essere molto preoccupata della piega che ha assunto la crisi economica e finanziaria europea come aveva confermato anche il portavoce del ministero degli esteri cinese affermando che la crisi dell’euro era arrivata ad “un punto critico“. Effettivamente l’Europa rimane per la Cina un importantissimo partner commerciale, come confermano i dati Eurostat.

L’agenzia statistica dell’Unione Europea, infatti, ha calcolato che le esportazioni dei paesi Ue verso la Cina sono passate da una valore di 26 miliardi di euro nel 2000 ad uno di 113 miliardi nel 2010. Allo stesso modo le importazioni dell’Europa a 27 di prodotti cinesi sono passate dai 75 miliardi di euro del 2000 ai 283 nel 2010. Questo boom, inoltre, non sembra avere fine. Eurostat, infatti, sottolinea un aumento degli scambi commerciali anche per il 2011. Le esportazioni europee verso la Cina, infatti, sono cresciute del 21% nei primi 10 mesi dell’anno scorso mentre le importazioni sono cresciute del 5% nello stesso periodo di tempo. Anche gli investimenti mettono in luce i buoni rapporti economici tra i due continenti, anche se, sotto questo punto di vista, le relazioni sono più sbilanciate. Nel 2010, infatti, mentre gli investimenti europei in Cina ammontavano a 7,3 miliardi di euro, Pechino ne investiva in Europa “solo” 0,8.

Questa situazione, però, è destinata a cambiare. Il governo cinese ha dichiarato attraverso le pagine del Quotidiano del Popolo di non avere nessuna intenzione di “comprarsi” l’Europa o di salvarla ma preferirà investire acquistando asset industriali, a questo proposito, ha già preparato un fondo d’investiemntoda circa 250 miliardi di euro per intervenire pesantemente sul mercato europeo e statunitense.

L’Europa non è affatto dispiaciuta di questo e si affida alla Cina che, dal canto suo, mantiene un atteggiamento pragmatico. A questo punto bisogna vedere la reazione degli Stati Uniti che potrebbero vedere notevolmente scalfita la propria posizione egemonica all’interno del Vecchio Mondo.

A questo proposito Giovedì 8 marzo, alle ore 14.00, presso l’aula Grande della Facoltà di Scienze Politiche si terrà un incontro-seminario sul tema: La Cina può salvare l’Europa (e l’Italia)? Le prospettive di intervento finanziario nella crisi europea.

Intervengono:
Roberta Rabellotti, Università degli Studi di Pavia
Alessia Amighini, Università del Piemonte Orientale
Riccardo Puglisi, Università degli Studi di Pavia
Giovanni Andornino, Università degli Studi di Torino

Coordina: Silvio Beretta, Università degli Studi di Pavia
Discussant: Giuseppe Iannini e Axel Berkofsky, Università degli Studi di Pavia.

 

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