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12 marzo 2012

L’arte di arrangiarsi in cucina: studenti universitari dietro i fornelli

Dopo una lunga giornata all’università, trascorsa tra lezioni in aula e un salto in bibblioteca, la scena tipo dello studente è quella di un assalto al frigorifero e alla propria dispensa. Ma, al cospetto di quest’ultimi, insorge un piccolo dramma: Cosa cucinare?
Spesso l’atto di fare la spesa diventa un’azione di una difficoltà immane che sconforta gli studenti già dal momento in cui si stila un elenco delle cose da acquistare.
Lontani da quei giorni in cui si gustavano le prelibatezze della mamma, bisogna arrangiarsi.

Certo, se uno dei coinquilini é calabrese, siculo o partenopeo, la dispensa sarà sempre ricolma di insaccati, vasetti di ogni dimensione e di ogni tipo, dai carciofi sottolio, alle melanzane sottoaceto, dalle olive tostate ai pomodori assulicchiati, dai funghi alle cipolline, inoltre il freezer sarà stracolmo di pane e porzioni di pasta piena, lasagne, polpettone e altri manicaretti, per non parlare della salsa fatta in casa.

Ma se non capita una fortuna di questo genere, bisogna ingegnarsi e improvvisare. Ad ogni modo, da Nord a Sud, lo studente fuori sede, soprattutto nei primi anni di università, ha poca voglia di mettersi dietro i fornelli. Sostanzialmente, i piatti sono i medesimi, ergo,  si può stilare un menù tipico dello studente universitario.
Di quotidianamente veloce ed economico è la pasta. Le alternative sono tante. Si parte dal vasetto di sugo, che varia dalla matriciana all’arrabiata, dall’olive nere all’acciughe, pronto da riscaldare e versare direttamente sulla pasta. Tipica è poi la pasta con il pesto genovese, ottima per tutte le stagioni, e quando davvero non si ha nulla in frigorifero, ottima è la scelta della pasta aglio, olio e peperoncino (qui i calabresi si faranno vanto dei propri peperoncini riposti nel freezer o conservati sottolio).

La più gettonata e, secondo gli studenti, quella che dona “un po’ di fosforo” (forse ricco di mercurio) è la pasta con il tonno.
Come secondi piatti si alternano le mega frittatone, infinità di toast con sottiletta e prosciutto di qualità  del discount, wurstel e hamburger provenienti da un lontano paesino tedesco, accompagnati da un sacco industriale di patatine fritte, rigorosamente di sotto marca.
Per chi fosse talmente pigro e svogliato, non intensionato ad avvicinarsi ai fornelli perché troppo concentrato a studiare o, in molti casi, a farsi una partita alla playstation,  basta una telefonata e dopo soli 10 minuti circa, busserà alla porta un gentile speedy boy con un kebab o una pizza fumante.
Tuttavia, non bisogna generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio. Si elaborano anche piatti più complessi, magari nel week end o se si organizza una cena. I piatti variano da pennette con le zucchine a tortellini con panna e prosciutto, da un misto di carni con contorno di insalata (non solo verde) alla pizza impastata con le proprie mani.
Per i “fissati” con gli apporti nutritivi che vogliono variare maggiormente la propria alimentazione, vengono consumati anche le spinacine, cotolette semisurgelate e con parvenza di spinaci, insalate miste imbustate e bastoncini di pesce.
Per quanto riguarda il pasto che necessariamente ti riabilita da un brutto raffreddore o da un freddo gelido è il brodino.Tanti studenti ringraziano l’inventore del dado, miscuglio di verdure liofilizzate e compatte che si scioglie in acqua calda.

Non mancano i dolci, e su questo le studentesse, forse hanno una marcia in più. Vengono preparate crepes (e se il portafoglio non piange, si acquista anche la crema alle nocciole più amata al mondo), tiramisù e salami al cioccolato.
Ma ciò che davvero è sempre presente nelle case della maggior parte degli studenti di qualsiasi parte del mondo, di qualsiasi inclinazione sessuale e religiosa è l’alcool. Che sia vino o birra, gin o vodka, in base alle situazioni e alle esigenze, questo “ingrediente” non manca mai.

 

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