• Google+
  • Commenta
18 marzo 2012

Lumache e blatte cyborg: quando il metabolismo genera corrente

L’impianto di celle a biocombustibile nei molluschi permette di ricavare elettricità dal glucosio. Ci sono moltissimi esperimenti, in diverse parti del mondo, che riguardano lumache, blatte e ratti.

Nel laboratorio di Evgeny Katz, presso la Clarkson University di New York, c’è una specie di allevamento di lumache molto particolari che in cambio di qualche carota producono elettricità. Fantascienza? A prima vista sembrerebbe di sì, eppure Katz e il suo gruppo di ricerca sono riusciti a impiantare nel corpo di queste simpatiche bestiole striscianti delle minuscole celle a biocombustibile che estraggono l’energia elettrica dal glucosio e dall’ossigeno contenuto nel loro sangue.

Oltre a queste lumache esistono diverse altre specie di animali elettrificati. Daniel Scherson, della Case Western Reserve University di Cleveland ha impiantato celle a biocombustibile nelle blatte. La stessa sorte è toccata a dei coleotteri che dopo esser sopravvissuti a questa delicatissima operazione, hanno prodotto energia elettrica per più di due settimane. Ma c’è di più, il gruppo di Philippe Cinquin dell’Università Joseph Fourier di Grenoble sta sperimentando celle a biocombustibile impiantate nei ratti e i primi risultati, pubblicati nel 2010, sono abbastanza soddisfacenti.

La finalità del gruppo di ricerca francese è quella di creare celle a combustibile biocompatibili alimentate dal nostro stesso sangue, in modo tale da fornire l’energia necessaria per il funzionamento di dispositivi medici a basso consumo come i pacemaker. Per il momento, le minuscole celle impiantate nell’organismo di questi animaletti sono troppo piccole per alimentare anche i più semplici dispositivi elettronici. Il prossimo passo del professor Katz sarà quello di spostarsi su animali più grandi dato che, a suo parere, il loro metabolismo fornirebbe più energia.

Fonte dell’articolo: Cyborg Snails Power Up, pubblicato su Nature il 12 Marzo 2012.

 

Lucia Marino

Google+
© Riproduzione Riservata