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19 marzo 2012

Mario Melendez all’Università di Urbino Carlo Bo

Venerdì, 29 marzo, alle ore 11  presso l’Aula del Parnaso di Palazzo Veterani (Via Veterani 36) ci sarà un incontro aperto a tutti col poeta  Mario Meléndez.

Il giovane poeta – cileno, che è già stato in Italia agli inizi di febbraio per il Festival DauniaPoesia, è stato invitato nell’ambito di un ciclo di conferenze e seminari, previsti nel corso di Letteratura italiana contemporanea dell’Università di Urbino, per parlare della poesia latinoamericana della seconda metà del Novecento e leggere i suoi testi (in lingua e in traduzione).

Mario Meléndez Muñoz – è nato in Cile nel 1971, e ha studiato giornalismo e comunicazione sociale all’Università Santiago Repubblica. Ora vive a Città del Messico,una città grande rispetto a quella in cui viveva e probabilmente più adatta alle esigenze del giovane talento.

Nel 1993 – Ha ricevuto il Premio Municipale per la letteratura nel bicentenario della Linares. Le sue poesie compaiono in varie riviste e antologie internazionali. Nel 2005 ha vinto l’ “Harvest International” il premio della migliore poesia in lingua spagnola presso l’Università di California Polytechnic, Stati Uniti. Attualmente sta lavorando al progetto “Festa del Libro Itinerante”.

I suoi maggiori lavori – Sono: “Autocultura y juicio” (con prefazione del Premio Nazionale di Letteratura, Roque Esteban Scarpa); “Poesía desdoblada”, “Apuntes para una leyenda”, “Vuelo subterráneo” e “El circo de papel”, che sono stati in parte tradotti in italiano, inglese, francese, portoghese, olandese, tedesco, rumeno, persiano e catalano.

Il Cile – Come molti paesi dell’America latina, è la patria di diversi poeti, basta ricordare Gabriela Mistral e Pablo Neruda. Probabilmente questo terreno fertile alla riflessione e quindi a tutte le sue espressioni è la conseguenza di un insieme di circostanze legate alla storia antica e moderna di questi paesi, le colonizzazioni e i recenti governi autoritari.

E’ in questo contesto – Pieno di stimoli che nasce la poesia di Melendez, in cui il tema ricorrente è la sua volontà di essere in un luogo che non sia quello in cui si trova, sia sul piano reale che su quello fantastico, sullo sfondo di  immagini che rievocano paesaggi familiari al poeta.

Tra gli studi fatti – E’ evidente che Melendez è rimasto anche  molto colpito dai poeti maledetti; questa influenza, oltre ad essere sottolineata dal titolo di una sua poesia (“La Figlia di Rimbaud”), è chiara anche dal realismo delle sue opere che rispecchiano la poetica dei maledetti,per cui la poesia è un modo di cogliere l’essenza profonda della realtà.

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