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29 marzo 2012

Nanotech ed Ogm: gli stessi potenziali rischi

 

Anche in queste settimane internet, giornali e televisioni hanno proposto il loro spazio dedicato alle ultime innovazioni in ambito di nanotecnologie in settori come medicina, ambiente ed elettronica. Quel che colpisce in queste ed altre notizie è il tono positivo ed entusiasta dei mass media nello snocciolare le ultime novità con prodigalità di particolari scientifici a volte incomprensibili ai non esperti.

Si pone necessariamente un confronto con un altro settore della ricerca avanzata, quello degli ogm che al contrario non gode della stessa simpatia da parte dei mezzi di comunicazione e dello stesso interesse positivo dell’ opinione pubblica. Basti pensare alle reazioni alle recenti affermazioni, seppur caute, del ministro dell’ Ambiente Clini sulle possibilità di utilizzo degli ogm che hanno scomodato persino un alto prelato come il cardinal Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, per rassicurare gli animi.

Eppure dovremmo credere che entrambe le questioni pongano le stesse problematiche riguardo ai rischi per l’ ambiente e per la salute almeno a quanto sostiene l’ Unione Europea che con il progetto SNAP 2010-2015 (Towards a Strategic Nanotechnology Action Plan) intende valutare i benefici ed i potenziali rischi a lungo termine delle nanotecnologie.

I media sembrano però trattare in maniera diversa questi ambiti di ricerca. Le nanotecnologie sono descritte più delle volte come il toccasana ai problemi dell’ umanità, gli ogm come una catastrofe imminente. Mentre ci si preoccupa di sottolineare solo i rischi dell’ uso di ogm in ambito agroalimentare si esaltano i potenziali benefici delle nanotech facendo riferimento quasi sempre all’ elettronica ed alla medicina con sporadici e vaghi riferimenti alla sostenibilità ed all’ uso responsabile.

Pochi i riferimenti alle innovazioni nanotech in campo agroalimentare come, ad esempio, lo studio di membrane nanofibrose commestibili che possono essere utilizzate nel packaging di ingredienti alimentari o per incapsulare i nutrienti per disperderli solo in determinati stadi del processo digestivo. Come nel caso degli ogm sono scarse le conoscenze degli effetti sul corpo umano e sull’ ambiente ed il rischio che il mercato sia invaso nel prossimo futuro da queste nuove applicazioni è da considerarsi lo stesso e dovrebbe destare le stesse preoccupazioni.

In qualche maniera forse i mass media cavalcano e sfruttano una contrastante sensazione comune di diffidenza verso la ricerca genetica e di ingenua meraviglia di fronte all’ infinitamente piccolo. Il problema resta sempre e comunque quello di un’ informazione distorta che più delle volte crea illusioni, miti ed incomprensioni.

Al contrario, le parole degli studiosi trovano poco spazio rispetto alle notizie sensazionali soprattutto quando sono in contrasto con gli interessi delle multinazionali. Ma ancor peggio le istituzioni che dovrebbero garantire la nostra sicurezza, con le loro indecisioni, con il loro silenzio o con affermazioni fuoriluogo alimentano solo il sospetto e le ansie nella popolazione.

 

Per il download del progetto SNAP:

http://europa.eu/

 

 

 

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