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12 marzo 2012

I milleuristi: generazione da 1000 euro: ecco chi sono questi giovani

I milleuristi
I milleuristi

I milleuristi

I milleuristi sono tutti i giovani laureati che, entrando nel mondo del lavoro, arrivano a guadagnare 1000 euro mensili.

Questa generazione 1000 euro è la più preparata della storia della Spagna, ma soprattutto la più sottopagata.

Il milleurista è quel giovane laureato, che conosce le lingue, con formazione postlaurea, master e corsi e che non guadagna più di 1.000 euro mensili. Spende più di un terzo del suo salario per l’affitto, perché preferisce vivere in città. Non risparmia, non ha casa, non ha auto, non ha figli, vive alla giornata a volte è anche divertente, però alla lunga stanca”.

La grande crisi economico-finanziaria degli ultimi anni ha ulteriormente ridotto quella che è la retribuzione dei giovani laureati, i quali fanno fatica ad arrivare a 800 euro.

In Spagna, i milleuristi ovvero i “nimileuristas” sono quei giovani ormai senza speranze per il futuro con uno salario di circa 800-850 euro. Il quotidiano spagnolo El Paìs ha diffuso dati allarmanti sul fenomeno sociale “La Generación de los mil Euros” che sta interessando alcuni paesi europei. Una generazione di laureati eccellenti che si aggiungono alla lista dei disoccupati.

Nel 2005, i milleuristi divennero il simbolo del precariato con ragazzi che non riuscivano a risparmiare un centesimo e vivevano la giornata sperando in un nuovo contratto. Icona di questa generazione è Carolina Alguacil, all’epoca 27 enne che si batteva per difendere i suoi diritti e quelli di tutti i precari. Oggi racconta al “El Paìs” come la situazione sia peggiorata a distanza di anni: “Prima volevamo qualcosa di meglio, adesso l’aspirazione è arrivare a guadagnare 1000 euro. Nessuno si sarebbe immaginato che le cose potessero andare di male in peggio”.

La cause di questo “malessere generazionale” sono attribuibili all’attuale crisi che sta interessando tutti i paesi del mondo, con la conseguente precarietà del mercato del lavoro, salari da fame che non permettono ai giovani di avere una casa, una macchina (ormai diventati beni di lusso).

I dati non sono per nulla confortanti se un giovane su due è senza lavoro. La percentuale di disoccupazione aumenta, così come la ricerca del lavoro nero, dei contratti mensili e stage gratuiti. Avere un salario di 800 euro è davvero questione di fortuna. Il 55% dei giovani sotto i 34 anni vive ancora con i genitori e la situazione in Italia non è poi tanto diversa.

La nostra “generazione 1000 euro” accomuna tutti quei giovani che con sacrificio si rimboccano le maniche tutti i giorni per portarsi a casa uno stipendio da fame, ma pur sempre uno stipendio. È la storia di tutti noi che speriamo in un futuro e che è stato il titolo di un famoso libro del 2006.

“Generazione 1000 euro” è un romanzo scritto da Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa che narra la storia di Claudio, 27enne emiliano, che lavora come precario nell’ufficio marketing di un’azienda multinazionale. Divide vita e casa con Rossella, la quale si arrangia come babysitter e hostess nelle fiere, Alessio, che ha rinunciato a una possibile carriera di giornalista per un “posto fisso” alle Poste, e Matteo, ricco e palestrato, che non arriverebbe a fine mese senza l’aiuto della famiglia. Ambientato a Milano, racconta le difficoltà dei ragazzi nell’affrontare la quotidianità e il futuro, tra lavori “a progetto” e poche risorse economiche: mille euro al mese. Il regista Massimo Venier ha tradotto questo libro in un film uscito nel 2009 che esplora l’universo precario dei neolaureati.

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