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18 marzo 2012

Primo Master contro la mafia

Presso l’Alma Mater di Bologna, a partire dal prossimo anno accademico, prenderà il via il primo master universitario “Pio La Torre”, interamente dedicato alla “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie” e coordinato dalla professoressa Stefania Pellegrini, docente di Sociologia del Diritto e titolare dell’insegnamento ”Mafie ed Antimafia” presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna.

Il master è stato presentato per la prima volta il 28 febbraio scorso dall’Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, Giuseppe De Biasi durante un comunicato stampa in Giunta provinciale ed è un’iniziativa di approfondimento sui temi della legalità.

Il suo scopo è quello di offrire ai giovani laureati uno spazio di formazione e arricchimento del proprio bagaglio culturale in questo delicato ambito di lotta alla mafia.

Il corso, che dà diritto ad accreditamento formativo e ad un attestato di frequenza, si articola in tre parti, ciascuna suddivisa in altrettanti unità formative per una  durata complessiva di 200 ore, di cui il 30% fruibile in modalità e-learning. I docenti e gli esperti coinvolti terranno le loro lezioni il venerdì pomeriggio ed il sabato mattina con cadenza settimanale.

Nelle prime due unità formative si occuperanno di tracciare gli aspetti fondamentali delle Mafie al Nord nel loro lungo percorso di radicamento dal punto di vista imprenditoriale, affrontando successivamente gli aspetti propriamente giuridici che regolano la custodia e l’amministrazione dei beni confiscati.

L’ultima unità, invece, sarà incentrata sulle tematiche della riassegnazione e della valorizzazione per scopi sociali di beni e aziende confiscati, con un focus sulle cooperative (come l’esempio virtuoso di “Libera Terra”) che da tempo si battono per il riutilizzo di questi beni ed aziende, rendendosi protagoniste di attività a forte impatto sulla società civile e sul target giovanile.

De Biasi ha sottolineato: «Al di là dei possibili sbocchi occupazionali, il master rappresenta un’occasione tanto inedita quanto significativa di formazione e ampliamento di una rete di conoscenze e iniziative legate alla promozione della legalità, puntando sugli effetti che il corso potrà portare in termini di arricchimento di una cultura della corresponsabilità tra i cittadini, nel contrasto alle mafie».

E conclude: «Si tratta di un modello da seguire e incentivare ai fini del radicamento di una cultura diffusa della legalità e della partecipazione attiva nella realizzazione di iniziative a difesa del territorio».

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