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5 marzo 2012

Udine e Trieste, i due Atenei presto federati

Gli Atenei di Trieste e Udine presto potranno essere federati, ma nella lettera Rinaldo Rui, presidente della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, inviata al Rettore Peroni, nella posizione di docente ricorda che nel Maggio del 2010 fu cancellato il progetto “University of Trieste” che andava a valorizzare il ruolo dell’Ateneo nell’ambito scientifico, economico  e tecnologico per la città di Trieste.

Rui alquanto critico chiede al Rettore di pensare solo ai bilanci di fine mandato, lasciando perdere i progetti universitari poi destinati alla successione del rettorato, avanzando seri dubbi sulla futura idea di federazione di Atenei riguardo il polo scientifico con la paura di essere fortemente penalizzati.

Dovendo valutare i bilanci, “fa notare Rui” risulterebbero negativi in alcuni punti, in particolar modo riguardo ai giovani ricercatori precari che si ritrovano una carriera bloccata a causa della mancanza di stanziamento dei fondi da parte del Ministero della pubblica istruzione, il discorso in questione ci fa riflettere sull’attuale fuga di cervelli che si ripercuoterà nelle generazioni future creando un vuoto nella ricerca e nello sviluppo per il futuro del nostro paese.

Pubblichiamo quanto segue alcune parti più salienti della lettera al rettore da parte di Rinaldo Rui:

Caro Rettore,

Non ci sto. Come Presidente e membro del Senato Accademico del nostro Ateneo, che è l’organo cui competono le scelte strategiche, non accettodi essere messo a conoscenza attraverso i media, o durante il discorso per l’inaugurazione dell’anno Accademico, che il mio Rettore ha deciso di federarsi con Udine.

Successe la stessa cosa qualche tempo fa, dopo il tuo incontro e della Rettrice di Udine con l’allora ministro Gelmini: i giornali uscirono con articoli che parlavano del Friuli Venezia Giulia come banco di prova di una possibile federazione tra i due Atenei. Anche allora grande enfasi nei quotidiani e poi, come adesso, una repentina marcia indietro da parte di Udine, lasciando Trieste a fare parte di quelli che “Vorrebbero”.

Mi domando perchè queste “fughe in avanti” dei Rettori di questa regione quando arriva un ministro? L’altra domanda, ma la risposta la daranno loro, è: come mai questa volta i politici si sono sprecati in lodi per questa iniziativa, mentre l’altra volta no?

Già due anni fa, esattamente il 27 Maggio 2010, assieme ad altri docenti dell’Ateneo ti invitammo un documento a tal riguardo, pregandoti di portarlo all’attenzione del Senato Accademico. In esso  veniva prospettato un sistema “University of Trieste”. Lo stesso documento pubblicato da “Il piccolo” qualche mese dopo.

Salvo proroghe tecniche per noi tutti è tempo di bilancio, non di progetti. Quello scientifico ci dice che siamo in buone posizioni nei ranking internazionali, e quindi non capisco perché dovremmo federarci con qualcuno che ne è fuori, con il risultato di venire certamente penalizzati.

Ma hai anche sottolineato la sofferenza dei ricercatori precari che non sono stati assunti e non possono proseguire nella carriera.La colpa è dell’azione scellarate del governo, ma noi tutti in primis tu e il direttore amministrativo non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità.

Avendo superato il 90% del Finanziamento Statale, il bilancio in termini di personale docente è impietoso, i docenti risultano essere passati da 950 a 690, questo ha già portato immediate conseguenze, quali l’adozione del numero chiuso in molti corsi di studio con conseguente perdita di iscritti.

Per noi è tardi per fare strategie, meglio chiudere i bilanci in ordine e lasciare ai nuovi costituenti organi Accademici il compito di rilanciare l’Ateneo Triestino, che è uno dei pilastri, se non la pietra angolare dell’economia di questo territorio.

Rinaldo Rui”

La sintesi della lettera di Rinaldo Rui, ci fa comprendere chiaramente attraverso toni duri, la reale situazione in cui versa l’Università di Trieste, che solo con un cambio del Rettore può sperare di aprire una nuova fase di rilancio dell’Ateneo guardando al futuro delle nuove generazioni degli studenti.

 

 

 

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