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16 marzo 2012

Una ricerca contro un falso mito: il sonno non aiuta a vivere meglio lo stress

I miti, i rimedi della nonna, le cosiddette “leggende metropolitane”, hanno fatto parte per tanti anni, della vita quotidiana di intere generazioni che a loro si sono affidate per porre rimedio a problemi e difficoltà.

Quella del sonno come panacea naturale contro i logorii della vita quotidiana, è stato ed è ancora, uno dei consigli più gettonati da offrire al prossimo (scagli la prima pietra chi di noi non ha detto o si è sentito dire almeno una volta, magari dopo un brutto voto o una arrabbiatura con un prof , di “scaricare” lo stress con una bella dormita).

Oggi uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience ed effettuato dall’ Università del Massachusetts, pone dei seri dubbi sulla “cura del sonno” e sugli effetti benefici che questo avrebbe dopo aver vissuto un evento particolarmente stressante per la mente e il fisico.

La ricerca ha dimostrato come la vita quotidiana,  lasci una sorta di “impronta emotiva” che può essere positiva, neutra o negativa e che il sonno tende a rafforzare e a cristallizzare.

I ricercatori hanno analizzato la reazione di 106 soggetti, stimolati prima del sonno, con delle immagini piacevoli o cruente, riscontrando che al risveglio tutti i “pazienti” conservavano ancora l’impronta emotiva, positiva o negativa, a cui erano stati sottoposti prima di addormentarsi.

Lo studio ha poi voluto verificare le reazioni dei soggetti analizzati a distanza di 12 ore dalla “somministrazione” degli stimoli (positivi, negativi e neutri), permettendo alle 106 persone di ambo i sessi, di poter scegliere se dormire (con controllo registrato EEGrafica durante la fase REM) o restare svegli.

È stato quindi riscontrato che le persone che avevano scelto di dormire, conservavano la stessa reazione avuta dopo aver visto per la prima volta le immagini; i soggetti che invece avevano scelto di restare svegli, avevano visto diminuire sensibilmente l’impatto emotivo a cui erano stati sottoposti.

Un altro studio pubblicato su Biological Psychiatry dai ricercatori del National Institute of Mental Health di Tokyo, ha quindi dimostrato come l’assenza di sonno, possa risultare una cura efficace per il cosiddetto disturbo post-traumatico da stress.

Insomma niente più pisolini ristoratori post stress giornaliero e mito del sonno consolatore.  Per superare problemi o forti emozioni bisogna restare con gli occhi ben aperti.

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