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27 marzo 2012

Università di Bari, il ritorno di concorsopoli?

Nuova ondata di scandali sui concorsi truccati a Bari.
A finire tra le cronache degli illegali scambi di favori tra docenti, vi sarebbero due corsi di specializzazione previsti tra maggio e giugno prossimi nella Facoltà di Medicina e Odontoiatria: una lettera di denuncia, con tanto di nomi e cognomi dei vincitori delle selezioni non ancora effettuate, sarebbe infatti finita tra le mani della Procura di Bari.

Non è dato sapere il mittente della misteriosa lista, dato certo è l’avvio delle indagini di verifica da parte della Guardia di Finanza e della Magistratura di Bari.

La facoltà, dal canto suo, si dichiara totalmente estranea ai fatti.

L’appuntamento concorsopoli sembra dunque rinnovarsi per l’università barese, già protagonista di un lungo elenco di scandali.

Eccone alcuni: lo scorso anno, quattro docenti di diversi corsi indagati per manipolazione di concorsi pubblici relativi agli anni 2006-2010; risalgono al 2007, invece, i presunti test di ingresso truccati in varie università, tra cui quella di Bari.
Ancora lontano da una conclusione, poi, dopo oltre dieci anni di indagini, arresti revocati e rinvii a giudizio, il processo sulla “cupola” capeggiata dall’ordinario di cardiologia dell’Università di Bari, in associazione con numerosi “amici docenti” di altre facoltà italiane.
En plein di reati contestati per i 22 indagati: associazione per delinquere, corruzione, concussione tentata e compiuta, falso, truffa, tentativo di estorsione e interruzione di pubblico servizio.

Questi, solo alcuni dei numerosi, vergognosi, casi. Giusto per non dimenticare.

Rinfrescate di memoria a parte, a scongiurare almeno il rischio parentopoli per i corsi di specializzazione finiti nello scandalo -e magari mettere a tacere qualche male lingua di troppo- il rettore Corrado Petrocelli ha dichiarato di aver inserito nei concorsi in questione il famoso codice etico.

Tale codice, approvato lo scorso Gennaio (e di cui controcampus si era già occupato) prevede, quale requisito obbligatorio per l’accesso ai concorsi, una autodichiarazione del candidato che attesti l’assenza di legami di parentela con personale interno all’intera struttura universitaria.

Lo strumento anti-parentopoli, già in vigore per i bandi a tempo determinato, avrà validità legale estesa anche a tutti gli altri concorsi varati dall’università.

Sebbene il codice etico rappresenti la concreta volontà di vigilare sulla correttezza delle procedure concorsuali, occorre rendersi conto che esso è solo il primo passo verso la risoluzione di un problema che da tempo coinvolge- seppur in diverse misure- l’intero scenario universitario nazionale.
La questione della manipolazione dei concorsi è ben più complessa, risultato, molto spesso, di scambi di favori tra docenti che nulla hanno a che fare con i legami familiari.

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