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31 marzo 2012

Università di Washington: nuove sperimentazioni nella lotta contro il cancro

Il glioblastoma è il tumore più comune e più pericoloso che può colpire il sistema nervoso centrale: caratterizzato da una storia clinica molto breve (il tumore si sviluppa in meno di 3 mesi, nel 50% dei casi), la malattia può portare alla morte del paziente in pochi anni, nonostante interventi chirurgici e sedute di radioterapia.

Raramente si riesce a guarire i pazienti affetti da glioblastoma – ammette Maciej Mrugala, professore associato di Neurologia, Neurochirurgia e Medicina presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Washington – ma un nuovo studio su Opaxio, agente chimico da poco sviluppato dalla Cell Therapeutics, ha dimostrato che la terapia medica può prolungare la sopravvivenza”. Opaxio, come si legge nella nota rilasciata dall’azienda americana Cell Therapeutics, è un agente chemioterapico ideato per migliorare la veicolazione degli inibitori del tumore, proteggendo i tessuti sani dagli effetti collaterali tossici tipici della chemioterapia.

Il prof. Mrugala, dunque, partecipa ad uno studio sperimentale avviato dal Dipartimento di Neuro-oncologia della Brown University di Providence che intende confrontare l’applicazione di Opaxio con l’utilizzo delle terapie tradizionali su pazienti affetti da glabiostoma: su una serie di pazienti, con storie cliniche diverse e selezionati in maniera casuale, l’applicazione del nuovo agente Opaxio ha mostrato risultati incoraggianti, con possibilità di sopravvivenza di 13, 5 mesi in più rispetto ai pazienti trattati con le terapie mediche tradizionali.

Ho già portato all’attenzione dei miei colleghi del programma di neuro-oncologia questo protocollo di studio, anche in seguito al grande dell’interesse suscitato dai risultati – ha affermato il prof. Mrugalaed ho evidenziato la necessità di trovare al più presto una terapia efficace contro questo tumore”. Nel frattempo, la sperimentazione medica continua: il passo successivo prevede la valutazione degli effetti dell’Opaxio sulle funzioni neuro-cognitive dei pazienti e l’eventuale grado di tossicità di queste terapie.

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