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10 aprile 2012

Alma Mater: “Ora il voto si potrà rifiutare”

Studiare all’Università significa, sostanzialmente, un contratto con la facoltà: pagare le tasse per sostenere degli esami. Il voto, risultato finale dell’esame, lo decide lo studente con il proprio studio e con il proprio impegno che il docente, dall’altra parte, deve riconoscere.

A Bologna il Preside della facoltà di Medicina Sergio Stefoni venerdì 6 aprile aveva inviato agli studenti della sua facoltà una email dove rendeva noto che sarebbe stato impossibile rifiutare il voto in sede d’esame.

Le dispozioni sono state subito contestate dagli studenti stessi e da molti gruppi universitari, come l’associazione studentesca Prometeo, per una norma di facoltà che avrebbe leso il diritto allo studio dei futuri medici.

Durante l’esame ogni studente avrebbe potuto avere soltato la possibilità di alzarsi e sospendere la verifica (orale o scritta) prima di (non)accettare il voto.

La decisione di Stefoni, presa per snellire l’iter universitario degli studenti in cui il rifiuto del voto intoppa il sistema, è stata bloccata da valutazioni prese dal Rettore della stessa Alma Mater e il Prorettore alla Didattica:

C’è stata – chiarisce il Preside -, in un momento così innovativo come quello attuale, una incomprensione da riferire alle modalità informatiche di registrazione della prova d’esame.

Chiarita l’incomprensione, sono personalmente lieto che gli studenti, che seguo da oltre 40 anni, possano continuare ad usufruire di consuetudini e modalità ormai consolidate“.

Rifiutare il voto, per il Preside, significa(va) ridurre i fuori corsi per far ricevere più fondi alla facoltà.

 

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