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25 aprile 2012

Anoressia. Un’anomalia celebrale potrebbe esserne la causa

Un’anomalia celebrale potrebbe essere la causa del diffuso e pericoloso fenomeno dell’anoressia

La causa dell'anoressia

La causa dell’anoressia

È quanto sostiene un nuovo studio guidato dal professore Brian Lask, del Great Ormond Street Children’s Hospital (UK) e condotto in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Exeter.

La ricerca ha coinvolto otto ragazze affette da anoressia nervosa che sono state sottoposte a scansioni celebrali attraverso la nuova tecnica della risonanza magnetica funzionale, la  f MRI.

Dai risultati delle scansioni  è emerso che le ragazze affette da anoressia  mostravano un mal funzionamento di un’ area celebrale chiamata “Insula”, area preposta al controllo e alla gestione dell’immagine di sé, della propria fisicità, e di conseguenza dell’ansia e dello stimolo a mangiare.

“Crediamo vi siano sottili problemi nello sviluppo cerebrale precoce che rendono i pazienti a rischio di anoressia – spiega il dottor Ian Frampton, coautore dello studio – Abbiamo bisogno di riesaminare altri problemi di salute mentale”.

Altro inquietante particolare emerso dalla ricerca è il fatto che questo “difetto” nel cervello persisteva anche quando il soggetto interessato aveva recuperato il suo peso corporeo, suggerendo che con buona probabilità, il problema esisteva ancor prima che la persona sviluppasse la malattia.

Altre cause biologiche, sempre afferenti al cervello, starebbero poi alla base delle molteplici ricadute che “assalgono” le persone affette da pregressa anoressia, indice questo, secondo gli autori, di un vero e proprio difetto celebrale.

“I malati di anoressia] sono predisposti a fallire perché il guasto è lì nel loro cervello – aggiunge Frampton – Non si può curare facilmente le persone se c’è un difetto attivo”.

Una nuova consapevolezza questa, che potrebbe rivoluzionare l’approccio al problema; le differenze nell’insula spiegano il diverso comportamento delle anoressiche: Non tutti gli adolescenti sono suscettibili a una dieta eccessiva. Lo è solo chi ha questo difetto biologico», conclude il dottor Frampton.

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