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30 aprile 2012

Brindisi: Economia a un passo dalla chiusura L’appello degli studenti

 

Tempi duri per le Università pugliesi.

Dopo gli eclatanti casi di allarme chiusura delle Facoltà foggiane di Ingegneria e Medicina – per quest’ultima fortunatamente rientrato- è la volta di Brindisi.

Destino quasi certo, sembra, quello della sede brindisi della Facoltà di Economia, che si avvia alla chiusura. Alla base, problemi economici: costa troppo, per Uniba, mantenere attiva la sua sede decentrata.

Ma gli studenti brindisini, a far le valige e trasferirsi nel capoluogo pugliese per continuare il percorso di studi, non ci stanno: Brindisi è una realtà che, fino ad oggi, ha offerto a molti giovani la possibilità di intraprendere un valido corso universitario. Chiudere, vorrebbe dire spengere le loro aspettative, vorrebbe dire spingere l’università brindisina nel baratro del dimenticatoio.

Controcampus ha incontrato i referenti di Azione Universitaria, gli studenti Lavinia, Giuseppe e Karel : questa la loro denuncia e le loro speranze.

Quando è scattato l’allarme e quali le motivazioni che spingono UniBa a chiudere le porte della sede brindisina?

L’allarme è scattato da poche settimane a questa parte in un incontro che si è tenuto nella sede centrale dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, in cui l’ordine del giorno riguardava il “Rinnovo della Convenzione”. Le motivazioni principali che spingono Uniba a chiudere i battenti alla sede di Brindisi è principalmente il mancato rinnovo di suddetta convenzione economica per il prossimo anno accademico 2012/2013, fra le nostre istituzioni e l’Università degli studi di Bari,non garantendo il proseguimento dei corsi esistiti fino ad ora.

Nel comunicato stampa che avete diffuso, si fa cenno ad un Piano Interateneo, una sorta di accordo tra università. Nello specifico, di cosa si tratta? Come vedete tale soluzione?

Si tratta di un vero e proprio accordo tra Università degli Studi di Bari e Università del Salento che prevede l attivazione di nuovi corsi di Laurea e la conferma di quelli già presenti nella città di Brindisi. Tale accordo dovrebbe prendere forma in maniera definitiva a partire dall’anno accademico 2013/2014. Questa soluzione trova il nostro totale appoggio perché pensiamo sia l ‘unica strada che porterebbe la nostra città ad essere valorizzata come città universitaria,infatti sarebbero previste nuove alternative  di studio(oltre a quelli già presenti) come ad esempio Farmacia, Agraria e cosi via… Quindi è evidente che si tratterebbe di un importante occasione per molti studenti di rimanere nel proprio territorio per iniziare o proseguire il proprio percorso di studi.

Chiudere una sede universitaria vuol dire spegnere le aspettative di centinaia di studenti che speravano e credevano di iniziare o continuare un percorso di studio nella propria città, Brindisi. Sapreste quantificare il numero degli iscritti coinvolti?

Ormai, Economia è un corso che ogni anno si alimenta autonomamente, un corso di laurea indispensabile a Brindisi e che offre l’80% di occupazione dopo la laurea, che vanta circa 500 iscritti,con studenti provenienti non solo dai comuni limitrofi della Provincia di Brindisi, ma anche da altre realtà universitarie come Lecce. Non avendo, molti di noi, la possibilità materiale per trasferirci nella sede centrale di Bari, finirebbe il “discorso Università”, una parentesi chiusa per volere degli altri, rischiando così di vederci tolta la possibilità di studiare vicino alle famiglie e di diventare professionisti utili alla Provincia intera.

La questione “UniBrindisi” grazie alla vostra azione, si sta facendo largo anche nell’agenda di chi la politica, la fa. Come stanno rispondendo le istituzioni al vostro grido d’allarme?

Di risposte, finora, ne abbiamo ricevute. In primis, da parte della Provincia, che è rimasta colpita dalla nostra denuncia (o almeno cosi ha fatto sembrare), promettendo che farà di tutto per impedire la chiusura della facoltà. Però, per ora,queste parole non trovano riscontro con i fatti: ad oggi, infatti, tale situazione non verrà discussa in Consiglio provinciale convocato per il giorno 2 Maggio 2012, probabilmente ultima data utile per discutere della nostra denuncia. Altre risposte le abbiamo avute da alcuni dei candidati sindaco che hanno dimostrato tutta la loro solidarietà e il loro sostegno. Tali risposte fanno ben sperare, ma ne attendiamo delle altre a breve da parte di tutti e di nessuno escluso.

E i docenti? Sono dalla vostra parte? Hanno mai preso la parola, hanno mai manifestato un cenno di dissenso alla possibile chiusura della sede o, al contrario, si sono dimostrati distanti da voi?

Esatto, tuttora si dimostrano distanti da noi. Con tutta sincerità, fino ad oggi non abbiamo riconosciuto  alcun intervento di interesse da parte dei nostri docenti. Non hanno mai manifestato un loro dissenso esprimendosi con un proprio parere. Ma noi ci auguriamo che qualcuno possa farlo, perché un sostegno da parte loro sarebbe davvero importante.

Brindisi è una realtà universitaria forse troppo poco conosciuta e poco valorizzata. Come vivete voi studenti questa stretta dipendenza da “mamma Bari”?

Purtroppo, inutile negarlo, la nostra realtà universitaria è poco conosciuta, infatti da qualche mese a questa parte noi di “Azione Universitaria” ci stiamo dibattendo affinché essa cominci ad essere valorizzata sempre più, tramite molte iniziative che stanno riscontrando risposte molto positive!! Ma proprio nel momento in cui ci stavamo muovendo nel verso giusto, veniamo a conoscenza di un eventuale chiusura del corso. Viviamo ormai, da molti anni questa stretta dipendenza da “Mamma Bari”, accontentandoci di una scarsa organizzazione rispetto Bari (e dobbiamo dirlo, anche rispetto a Taranto), per qualsiasi problematica bisogna rivolgersi sempre alla sede centrale. A volte si passa nel dimenticatoio…

Brindisi non sembra nuova ad allarmi del genere. E’ solo l’ennesima storia che si ripete, o stavolta il destino della Facoltà di Economia appare già tristemente definito? Quanto margine di speranza potete ancora contare?

No, non ci è nuovo questo allarme. La solita routine di allarmismo che si ripresenta ogni anno, a cui ormai siamo abituati. Ricordiamo, infatti il ritardo dell’avvio delle lezioni dello scorso anno per la mancata firma della convenzione, provocando non pochi disagi per noi studenti. Quest’anno con l’inizio regolare dell’anno accademico,sembrava che la situazione si fosse stabilizzata, ma forse ci siamo sbagliati, era solo apparenza, e ci ritroviamo a combattere di nuovo per lo stesso problema. Ma nonostante tutto,noi siamo ottimisti e cercheremo di fare il possibile, con tutta la collaborazione degli studenti iscritti, affinché la nostra sede non venga chiusa, e che sia la volta buona per risolvere tale situazione una volta per tutte. Fiduciosi, attendiamo buone notizie dal prossimo Consiglio di Facoltà che si avrà nella sede di Bari l 11 Maggio 2012, consiglio nella quale Azione Universitaria sarà presente per portare le nostre idee contrarie alla chiusura della sede di Brindisi.

 

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