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13 aprile 2012

Caro Ferretti, questa proroga non s’ha da fare!

Forti interrogativi aleggiano intorno al futuro dei vertici dell’Università di Parma.

Il Rettore Gino Ferretti ha richiesto al MIUR, lo scorso 2 marzo, una proroga del suo mandato per l’anno accademico 2012-2013, in base alle disposizioni del nuovo statuto che l’ateneo si accingeva ad adottare.

La risposta affermativa del MIUR è giunta due giorni dopo attraverso il Direttore Generale Daniele Livon. Un lasciapassare che ha suscitato varie perplessità.

Tra tutte, quelle di Sergio Zani, docente della Facoltà di Economia; il Decano si chiede il perché “giuridico” del via libera alla proroga e insieme a lui, dichiara, si sono schierati diversi colleghi.

Senza ricorrere a mezze misure, Zani ha interpellato direttamente il Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, inviandogli una lettera (poi pubblicata anche su Repubblica) in cui ha esposto tutte le sue motivazioni.

Nella lettera è stato fatto presente a Profumo che già il preside di Medicina Loris Borghi, in tempi non sospetti, si era rivolto a lui ed allo stesso Livon in merito alla questione della proroga, senza però ottenere una replica soddisfacente.

Zani ha voluto entrare nel dettaglio della lettera di risposta che Borghi aveva ricevuto dal Direttore del MIUR: in essa, la proroga concessa a Ferretti veniva giustificata in questo modo: “Nel caso di specie l’adozione rilevante ai fini dell’applicazione della norma in parola deve ritenersi perfezionata con le delibere del Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2011, volte a recepire le osservazioni formulate da questo Ministero con nota del 22 novembre 2011, prot. N. 4982, a seguito dei Tavolo tecnico ministeriale insediatosi in data 14 Settembre 2011. Tali delibere sono state adottate nell’anno accademico 2011-12, per cui l’anno accademico successivo di cui alla ridetta disposizione di legge va individuato in quello 2012-13.

E qui sta l’inghippo, come disse qualcuno: la controreplica di Zani si basa su una presunta cattiva interpretazione, da parte di Livon, della Legge n. 240/2010, in particolare in riferimento a quell’articolo 9 che il Decano ha prontamente citato: “Il mandato dei rettori in carica al momento dell’adozione dello statuto di cui ai commi 5 e 6 è prorogato fino al termine dell’anno accademico successivo.

Stando al parere di Zani, in pratica, la proroga di Gino Ferretti sarebbe già in corso: essa avrebbe avuto modo di “concretizzarsi” nel corrente anno accademico, e non ci sarebbe dunque ragione di prolungare ulteriormente il mandato.

La polemica concerne dunque la possibilità che il Rettore si attacchi ad un’interpretazione “di comodo” delle normative previste dalla Legge per restare al proprio posto.

Al ministro, il Decano e tutti coloro che condividono la sua linea di pensiero richiedono allora un parere chiarificatore sulla corretta definizione degli “aspetti giuridici della proroga del mandato del Rettore.

Un intervento che non può più attendere, a fronte di una “situazione di incertezza, se non di conflittualità, all’interno dell’Ateneo”, che a lungo andare rischierebbe inevitabilmente di “nuocere ad un sereno svolgimento dell’attività accademica di ricerca e d’insegnamento.

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