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18 aprile 2012

Concorso Agenzia delle Entrate: la ricetta Cappellari

C’è una data segnata  nelle agende di migliaia di giovani laureati in Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche: 8 giugno, Roma. Data e luogo di un concorso tanto atteso e più volte rinviato: 855 posti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

E mentre le biblioteche si riempiono di giovani che dedicano mesi alla preparazione di tale concorso, e nelle librerie vengono svuotati interi scaffali per lasciare posto ai più aggiornati alphatest ed affini, c’è chi ha pensato di attivarsi per mettere le proprie pluriennali competenze in ambito di formazione a disposizione dei candidati.

Si tratta dell’Istituto Cappellari di Ferrara, il cui anno di fondazione – 1909 – mette subito in luce una lunga storia dedita alla formazione professionale. Con quattordici corsi attivati in sette città d’Italia – Bari, Bologna, Ferrara, Firenze, Roma, Milano – ed uno in modalità FAD (formazione a distanza) per soddisfare le richieste in altre zone d’Italia, l’Istituto Cappellari si pone come capofila – o forse addirittura come unica realtà estesa in modo così capillare – nella preparazione al concorso per l’Agenzia delle Entrate.

Quello della preparazione ai grandi concorsi pubblici, spiega a  Controcampus Marco Cappellari – che insieme a suo fratello Andrea porta avanti la tradizione dell’Istituto – è solo uno dei filoni curati. Filone, tra l’altro, messo un po’ da parte negli ultimi anni, durante cui le selezioni per la Pubblica Amministrazione erano rimaste pressoché bloccate.

Che non si tratti di uno dei soliti tentativi di speculazione sulle speranze dei candidati lo si capisce da subito, nel momento in cui Cappellari comincia a spiegare come il suo Istituto si sia «mobilitato pesantemente» per seguire un preciso obiettivo: «rendere competitivi i laureati che andranno ad affrontare le prove di concorso».

Ed una delle modalità di raggiungimento di tale obiettivo è rappresentata dalle lunghe ed accurate selezioni effettuate dall’Istituto per affidare i corsi a formatori altamente qualificati: tra loro, risalta certamente la presenza di ex dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, ormai in pensione, ma pronti a mettere a disposizione la propria esperienza lavorativa «per accompagnare per mano i candidati a queste prove» spiega ancora Cappellari, che continua: «Abbiamo cercato di dare a tutti coloro che l’8 giugno svolgeranno questa grande prova, un servizio strutturato, ma al tempo stesso rapido e snello».

Nel concreto, come si organizza ogni singola lezione?
La nostra è una formazione tutta tecnico-pratica: lezioni in cui si toccano con mano la normative richieste nel concorso. Ogni lezione prevede una simulazione del concorso e si conclude con la somministrazione di un questionario da compilare a casa.

In generale, può dirsi soddisfatto della risposta, dal punto di vista della partecipazione?
Assolutamente sì, c’è molto interesse. Non si può nascondere che in periodi difficili come questo, dal punto di vista occupazionale, l’opportunità di lavorare nel settore pubblico viene ambita da molti. Tra i nostri iscritti ci sono molte persone che, dopo la delusione di preparazioni a concorsi da autodidatti, ci chiedono aiuto per una insegnamento più strutturato prima di andare, per così dire, al “macello”. Ricordo che si tratta di un concorso molto duro che giostra su nove diverse discipline.

Dal punto di vista della “concorrenza”, invece? Cercando nel web qualcosa che abbia a che fare con la preparazione al concorso dell’Agenzia delle Entrate, viene fuori quasi esclusivamente il nome Cappellari.
Non siamo a conoscenza di realtà simili alla nostra, anche perché si tratta di creare in poco tempo percorsi brevi, ma qualificanti, il che richiede un’organizzazione piuttosto complessa. Forse vi sono piccole esperienze locali, ma non conosco organizzazioni che ricoprano il territorio come la nostra.

Le discipline oggetto della selezione appartengono alla formazione base delle tre lauree ammesse ad essa. Come si spiega, allora, che i candidati abbiano bisogno di un ulteriore aiuto nella preparazione al concorso? L’università è forse troppo teorica e non basta a fornire un adeguato background agli studenti?
In effetti, noi ci siamo accorti che di fronte a queste grandi selezioni, i laureati sono un po’ disarmati. Quello che mi ha appena posto è un eterno problema. È una realtà con cui l’Università italiana dovrebbe misurarsi: preparare gli studenti ad essere selezionati dalle aziende ma anche per la Pubblica Amministrazione.

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