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4 aprile 2012

Controllo e libertà, condominio di pensiero

Il doppio pensare, cio’ che rende valida una tesi ed il suo contrario, è parte intrinseca del linguaggio orwelliano e unica logica sistematica che governa la modernità. La ciclicità dei fenomeni storico- sociali mostra ancora una volta come le previsioni di lungo periodo siano trasversali al loro contesto. La vita privata ed il controllo sociale sono il doublethink applicabile attraverso Orwell all’ uomo moderno che s’ illude di aver raggiunto l’ apice della propria libertà nel pieno del fascismo del network. Il simbolico Big brother di “1984” sembra oggi aver vaporizzato le proprie sembianze totalitarie per sintetizzarsi nei caratteri agili ed informatizzati del potere virtuale, privo di sesso e ideologia. L’ ansia di controllare ed essere controllati è forte e viaggia tuttavia sullo stesso binario del desiderio individuale di essere totalmente liberi ed arbitri del proprio nulla.

La nevrosi generale di cui scrive Pasolini negli scritti corsari riferendosi alla libertà sessuale si applica in realtà a tutti i livelli del cives.

 

Solo che il controllo sociale non è oggi più ascrivibile ad un’ idea , esso diventa semplicemente sufficiente a se stesso e cosi’ privo di mezzi esso resta solo un “fine”.

Il doublethink moderno sta nel controllo sociale ai massimi livelli e nell’ arbitrio dilagante che più che combattere la morale avversa l’ estetica della decenza. I confini dell’ estetica del comportamento e della congruità del giusto peso sono travolti da falsi coinvolgimenti e compatimenti dallo spirito emulativo che diradano sempre più la purezza dell’ azione in sè.

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