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7 aprile 2012

Critical mass. Riprendersi la strada con le bici

La sera del 25 settembre 1992 una trentina di ciclisti – raccoltisi grazie ad un flyer che pubblicizzava la manifestazione – ha attraversato le strade di San Francisco, dando avvio a quello che allora veniva chiamato Commute clot. Oggi, a vent’anni di distanza, affrontare insieme le piste (in)ciclabili delle grandi città è diventata un’abitudine comune per diverse migliaia di persone, sparse in più di trecento città nel mondo.

Si chiama Critical Mass e si tiene ogni giovedì o venerdì sera, a seconda dei luoghi; è sufficiente avere una graziella, una mountain bike, dei roller – o qualunque altro mezzo che non necessiti di carburante – e si può partecipare. Non è una manifestazione, non troverete striscioni di protesta o bandiere di partito, l’unico coro è quello formato dal rumore di pedali e catene.

A-partitico dunque, ma profondamente politico, come si può capire dal nome. Una massa che si sposta esercitando il proprio diritto di critica – generalizzata ma non generalizzante – contro l’esercito di automobili fra cui il cittadino metropolitano è costretto a cercare il proprio spazio.

Fra le città italiane più attive in questo senso c’è ovviamente Milano, meltin pot di ogni genere di cultura e movimento. Si parte ogni giovedì sera alle 22:00 da Piazza dei Mercanti – proprio davanti al duomo – e si conclude con un picnic insieme, grazie al contributo fornito dalla dispensa di ogni partecipante.

“E’ un modo di riappropriarsi della città, delle strade, dei luoghi pubblici utilizzando un mezzo sostenibile, salutare e divertente.” – spiega Angelo Lisco, uno dei partecipanti milanesi, che continua: “Il Critical permette di scoprire e imparare ad amare la città in cui si vive. E’ al tempo stesso una forma di lotta e di aggregazione e coesione sociale; non ci sono nella Massa discriminazioni di sesso, di età o razziali: l’importante è pedalare insieme, nella stessa direzione”.

Dalle serate milanesi è poi nato Gole critiche, un gruppo di una sessantina di persone che ha aggiunto alla passione per la bici quella per la musica, organizzando schitarrate in comune su panchine e marciapiedi.

Ipotesi di convivenza cittadina, portate avanti da chi ha la fantasia e la voglia necessaria per immaginare un modo diverso di vivere insieme. Per riprendersi la città si passa anche dalle strade.

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