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Gli Alieni Ostili non sono mai Esistiti

Redazione Controcampus 6 Aprile 2012
R. C.
21/06/2021

Ad occhio nudo sembrano statiche, tranquille, quasi finte.

In realtà, le galassie sono in continuo movimento. Ruotano come immense girandole, ed hanno forma ellittica o a spirale.

Questi mattoni fondamentali dell’universo, ospitano una serie abnorme di stelle, le quali, a loro volta spinte dalla legge d’attrazione, si muovono vorticosamente. Le galassie sono la conseguenza logicamente prevedibile di un fenomeno che prende il nome di “Clustering Gerarchico”: cioè dell’aggregazione progressiva di strutture piccole fino a formare quelle grandi.

La ViaLattea, in altre parole la struttura Galattica nella quale ci troviamo in questo preciso istante, ha una forma a spirale e comprende più di 200 miliardi di stelle. Fin dai tempi più remoti l’uomo ha coltivato la speranza di non essere solo nell’universo. Ha sperato che l’evoluzione biologica fosse un processo universale, e non un fenomeno casuale tipico del pianeta Terra. Tuttavia, l’umanità ha ben altro a cui pensare. La scienza non è ancora riuscita a determinare con precisione come si sia originata la vita sul nostro pianeta, per poter investigare su come siano andate le cose altrove.

Nel 1950, Enrico Fermi si chiedeva: Se gli extraterrestri esistono perchè non sono già qui? In effetti, alcuni scienziati hanno dimostrato che una potenziale civiltà aliena impiegherebbe dai 4 ai 50 milioni di anni per colonizzarela ViaLattea.Un’enormità di tempo, insomma. D’altro canto, sul nostro pianeta non vi sono segnali evidenti di un contatto alieno preistorico, né prove tali da suffragare le odierne tesi degli ufologi. Esistono solo una marea d’indizi, che sommati tra loro non sono sufficienti ad erigere alcunché di definito.

L’unica reale speranza potrebbe scaturire dall’accostamento tra gli angeli del passato, la  cui esistenza sembra in qualche modo assodata, e gli alieni del passato, del presente e del futuro. Ma anche questa strada sembra tutt’altro che scontata. Resta, però, assodato che l’iconografia religiosa e quella aliena abbiano un’unica e sublime radice comune: il Cielo, ossia il Cosmo. Qualche tempo fa, don Giuseppe Tanzella Nitti, teologo alla Pontificia Università della Santa Croce, dichiarò: ” La fede dell’uomo nell’essere una creatura di Dio, nell’essere stato redento da Cristo e nell’essere destinato a una vita di eterna comunione con Dio, non verrebbe contraddetta da un contatto con civiltà extraterrestri. D’altronde, la tradizione ebraica e cristiana sull’esistenza degli angeli ci mostra che il senso della creazione non si gioca tutto sul rapporto fra uomo e Dio, ma resta aperto su altre creature, le quali hanno una storia di salvezza distinta da quella del genere umano”.

Al di là del bene e del male, però, nelle parole del teologo, come in quelle di qualsiasi scienziato chiamato ad esprimersi sul tema degli alieni, si scorgono i dogmi, le convenzioni, gli assiomi tipici di chi tratta un argomento del quale non v’è l’ombra di una prova. E’ proprio questo il nucleo nevralgico del problema. Se da un lato, i fedeli ebraico – cristiani hanno fondato le loro rispettive religioni sulla scorta delle rivelazioni storicamente accertate offerte dal Signore sul monte Sinai, dall’altra parte, gli ufologi hanno generato una dottrina sulla base di osservazioni, talvolta amatoriali, di oggetti luminosi e dischi volanti.

Con ciò non voglio affermare che nei nostri cieli non vi siano strani oggetti luminosi, ma semplicemente che non vi siano prove sufficienti a dimostrare la reale fondatezza della “religione ufologica”. Negli ultimi anni sono state avanzate diverse teorie. Qualcuno ha sostenuto che l’unico abitante dell’universo sia l’uomo. Qualche altro, invece, che l’uomo conviva da tempo con razze aliene dalle intenzioni egemoniche, schiaviste ed ostili. Questi ultimi sono i fantomatici teorici del complotto. Secondo loro, ogni cosa è simbolicamente generata al fin d’ordire un complotto e gli alieni ostili sarebbero in procinto di conquistarela Terra. Secondo me, invece, le loro sono pure farneticazioni. E qui di seguito vi spiego perché.

L’uomo ha avuto ed ha, tuttora, la possibilità di porsi quesiti e di avanzare teorie sull’esistenza anche grazie alla comprovata e, fino ad ora, lampante assenza di civiltà dalle intenzioni egemoniche ed ostili. Il progresso, l’evoluzione biologica delle specie terrestri e l’equilibrio del nostro Sistema Solare, non sarebbero mai esistiti se gli alieni superpotenti non lo avessero voluto. In altre parole, se davvero fossero esistiti alieni ostili in cerca di un nuovo pianeta abitabile, probabilmente, l’uomo non avrebbe mai avuto modo di evolversi al punto da porsi simili interrogativi.

Se davvero, come qualcuno sostiene, fossimo governati da civiltà aliene prive di amore e rispetto verso la natura terrestre, per quale ragione questi padri creatori avrebbero scelto di concederci il libero arbitrio, ergo la capacità di agire e di discernere il bene dal male, al posto di indurci in schiavitù? Una simile ipotesi non avrebbe alcun significato logico. Pertanto bisogna asserire l’inesistenza di alieni dalle intenzioni ostili. Se esistessero altre forme di vita intelligenti, potrebbero non essere interessate ad imbastire un dialogo con la specie umana. Oppure, potrebbero provenire da galassie tanto lontane da impiegare migliaia di anni per visitarela Terra.

Tuttavia, questo excursus vale per il passato, non per il futuro. E’ improbabile che la Terra sia stata visitata da alieni ostili, perché come detto se davvero fossero stati ostili, probabilmente l’uomo, oggi, non sarebbe esistito. E’ possibile, invece, che l’uomo del futuro venga soppiantato da civiltà egemoniche. Dunque, quel che sembra certo è che se mai gli alieni avessero visitato in passato il nostro pianeta lo avrebbero fatto in modo del tutto amichevole. Se fossero stati spinti da desideri egemonici ci avrebbero eliminato come delle mosche. Se per assurdo, invece, abitassero da sempre sul nostro pianeta, e fossero delle specie ancora sconosciute alla scienza, non dovremmo temerle, ma accettarle. Dovremmo temere ciò che non si conosce, non ciò che può e forse desidera essere conosciuto.

I fantomatici grigi, rettiliani, esseri di luce, umanoidi e chi più ne ha più ne metta, potrebbero essere dei semplici conterranei. Tuttavia, la loro reale esistenza è tutta da provare, ma in teoria se esistessero da migliaia di anni, e fossero davvero ostili perché sarebbero stati così discreti e scrupolosi da farci credere il contrario? Forse perché non esistono se non nella fantasia di qualche scrittore. Oppure perché, consapevoli della nostra inferiorità spirituale, preferiscono temporeggiare ed attendere che i tempi diventino maturi. E’ probabile, infatti, che essi ci abbiano istruiti, aiutati e forse persino creati in laboratorio. Fin dai tempi più remoti l’uomo ha saputo descrivere e raffigurare con realismo il climax della sua evoluzione.

Nei graffiti primitivi, nelle effigi delle caverne e nei quadri post medioevali, per non parlare di alcuni testi sacri, è possibile rintracciare l’essenza di un contatto, quantomeno visivo, con esseri provenienti dal cielo. Si pensi agli Elohim, agli Annunaki ed agli studi del sumerologo Zecharia Sitchin. Di particolare interesse è la teoria della “Biosfera Ombra” di Paul Davies, fisico e cosmologo di fama mondiale, nonché coordinatore del progetto Seti, che da cinquanta anni cerca di intercettare messaggi radio extraterrestri.

Davies sostiene possano esistere, sulla Terra, microrganismi dotati di meccanismi biochimici diversi da quelli noti, e pertanto d’impronta aliena. Ora la dimostrazione empirica di questa natura ibrida ed indipendente potrebbe aumentare la probabilità che anche altrove, in presenza delle componenti essenziali (carbonio, ossigeno e acqua), possano svilupparsi forme di vita microscopiche. Tuttavia, fino ad ora non è stato registrato alcun messaggio, e Davies ha avuto il tempo ed il coraggio di scrivere “Uno strano silenzio”, libro in cui continua a sostenere l’esistenza sulla Terra di batteri alieni. Sarà vero? Ai posteri l’ardua sentenza.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto