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27 aprile 2012

La nemesi della giovinezza: anche la bellezza è mortale

La nemesi della giovinezza Irène Némirovsky

La nemesi della giovinezza secondo Irène Némirovsky: la sua scrittura e il significato che trasmette oggi, anticipando tendenze della modernità

La nemesi della giovinezza Irène Némirovsky

La nemesi della giovinezza Irène Némirovsky

Una donna deve assomigliare a una giovenca, dolce, pacifica e generosa, con un corpo bianco come panna e la pelle delle vecchie attrici, avete presente? resa più elastica dai massaggi, impastatadi ciprie e cosmetici. (Irène Némirovsky Suite française).

L’inseguimento della bellezza e della giovinezza immortalato dalle parole letterarie di Irène Némirovsky scrittrice di tendenza, sono il riflesso della nostra stessa esigenza di donne, in realtà del genere umano in sé, di ricerca di una risposta nella bellezza per noi, nell’altro.

Esigenza di piacersi di piacere e di dimenticare l’ effimero ed il mortale. Essere belle, in salute, energiche, vitali, appassionanti, mai stanche, mai finite. In un’ epoca di velocità non è ammesso sbagliare, forever young, forever trend. Fino a che punto si è disposti a spingere la linea di confine?

In Italia sembra parecchio, con la crisi forse ancor più, la chirurgia estetica sembra aver subito un incremento con la crisi.  Forse nei momenti più neri ci si rivolge accanendosi alla ricerca infinita di vanità.

La questione è vissuta da alcuni con leggerezza, da altri con profonda amarezza. La richiesta d’ impossibile da parte nostra al corpo è una forma di controllo, questo ci fa sentire bene ma la natura risponde con il bioritmo al nostro artificio.  Colei che sfida l’ impossibile, la vanità nel racconto biblico ci è trasmessa nei panni di Jezabel, la moglie idolatra del re d’ Israele Achab Jezabel, femme fatale, corruttrice ed intrigante, regina fenicia che verrà punita con lo strazio animale del proprio cadavere per vendicare gli oltreggi compiuti.

La nemesi della giovinezza di Irène Némirovsky anticipa  le tendenze della modernità

La penna di Irène Némirovsky ha colto, anticipandole, le tendenze della modernità. Negli anni Trenta concentra in Jezabel già tutti gli aspetti distorsivi della cultura, piuttosto del culto, dell’immagine attraverso un senso della modernità capace di catturare tutte le verità del lettore.

Richiamando innumerevoli precedenti letterari, primo tra tutti Il ritratto di Dorian Gray ma anche l’ icona di vanità e mondanità rappresentata da Tamara de Lempicka ci ricorda l’oscuro meccanismo del desiderio maschile e femminile.

La modernità ricerca l’ eccitazione nel desiderio profondo non solo di sembrare giovane ma di esserlo, l’impossibilità di vedersi ‘vecchia’ porterà Jezabel a passare su tutto e tutti, fino a generare inconsapevolmente la sua stessa nemesi.  Come cessare la ricerca di infinito non essendo realmente consci della nostra finitezza?

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