L’Aquila o l’epifania di antiprimavera

Redazione Controcampus 7 Aprile 2012

Aprile è il più crudele dei mesi, genera Lillà da terra morta,confondendo Memoria e desiderio, risvegliando  Le radici sopite con la pioggia della primavera.

T.S. Eliot ( “La terra desolata”.)

 

Il terremoto del 6 aprile 2009 il cui epicentro è stata la città dell’ Aquila è punto d’ intersezione di due vicende una ufficiale, l’ altra sommersa. Ufficialmente è avvenuto un terremoto in una zona priva di strutture compatibili con un tale evento ambientale.

Le agenzie internazionali piu’ note ed i quotidiani italiani hanno puntato l’ attenzione sulle vittime, sulle cause e gli effetti  del terremoto, riempiendo di descrizioni e commenti le pagine web ed i focus internazionali. L’ attenzione per L’opera di distruzione del terremoto al suo apice ha suscitato non solo l’azione delle istituzioni e di molti personaggi provenienti da contesti diversi che hanno cercato di contribuire volontaristicamente ad accattivare l’ attenzione del grande pubblico e di ottenere una rapida soluzione ai bisogni immediati della popolazione ma anche il morboso e impietoso  interesse del circo mediatico che ormai orienta i gusti del pubblico verso la spettacolarizzazione della catastrofe.

I cittadini dell’ Aquila e dintorni hanno anch’ essi mostrato una volontà di reazione facendosi vedere radicati alle proprie origini con messaggi, ed azioni di rimostranza.
Quando l’ attenzione che pure è stata notevole è iniziata a scemare è emersa la vera vicenda, quella sommersa. Dopo gli entusiasmi da eccitazione tragica circa una rapida ricostruzione e l’ utilizzazione di un’ élite di personaggi del mondo dell’ architettura e dello spettacolo che ricostruissero al meglio, pubblicizzassero ed emozionassero è rimasta una realtà: l’ Aquila non esiste.
La percezione lascia spazio alla concretezza, girare per il centro storico tra le grate non ben delineate della zona rossa offre immagini fisse di fatiscenza. Le strade sono vuote, i negozi chiusi e le luci sono le rifrangenze del sole sui puntellamenti. Il centro è recintato come fosse una roccaforte e sembra essere l’ epifania di una consapevolezza nazionale, la necessarietà di camminare sopra le macerie.

 

Quali sono le radici che s’afferrano, quali i rami che crescono 
Da queste macerie di pietra? Figlio dell’uomo, 
Tu non puoi dire, né immaginare, perché conosci soltanto 
Un cumulo d’immagini infrante, dove batte il sole, 
E l’albero morto non dà riparo, nessun conforto lo stridere del grillo, 
L’arida pietra nessun suono d’acque. 
C’è solo ombra sotto questa roccia rossa,
(Venite all’ombra di questa roccia rossa), 
E io vi mostrerò qualcosa di diverso 
Dall’ombra vostra che al mattino vi segue a lunghi passi, o dall’ombra 
Vostra che a sera incontro a voi si leva; 
In una manciata di polvere vi mostrerò la paura.

 

Rispetto a tutto questo, la fuga è ancora un’ altra realtà, quella vissuta da chi è stato o si è obbligato avendo uno stabile classificato come “E”, distrutto ed inagibile a ricostituire la propria vita nei map -moduli abitativi provvisori- o negli alloggi.
Si chiamano newtown queste realtà artificiali, prendendo in prestito il termine dal linguaggio americano e non solo il linguaggio, alla parola si accompagna la sostanza. Vagando per qualcuno degli alloggi dai colori promettenti e dal rigore estetico, si intuisce una nuova vita sostitutiva a quella provinciale, precedente. Gli abitanti dell’ Aquila e dei dintorni si incontrano negli ipermercati e si spostano con i mezzi a loro disposizione intrecciando relazioni provvisorie da perfetti americani d’ aggregato.

 

La fuga diventa esilio, molto lontana dall’ idea di Joyce dell’ evasione dalla realtà urbana, dall’ estraniazione insoddisfatta che porta l’ individuo a desiderare costantemente di evadere da una circostanza stringente. La scelta qui è determinata ex ante. Coloro che hanno potuto si sono trasferiti altrove, da parenti od in altri appartamenti, per gli altri hanno scelto gli amministratori. L’ esilio sta nella non scelta, nell’ impossibilità di poter anche solo desiderare qualcosa di diverso perché la condizione degli abitanti in fuga forzata è quella di essere privi di una casa ma in attesa di essa.
Lo spirito di conservazione e l’ inclinazione pacata degli abitanti l’ entroterra abruzzese sembra averli portati all’ adattamento e ad una stanca rassegnazione. Qualche commerciante ha riaperto, qualcun altro ha in progetto di farlo.
Ma la vita di provincia è la piazza, il centro storico che autorigenerandosi ricrea vita intorno a sé. Gli apolidi di una diaspora moderna forzata, vivono nel ricordo delle loro abitudini dalle quali sono stati alienati, nella primavera di due anni e mezzo fa. L’ orologio segna le 3.32 è rimasto congelato in attesa di riprendere il ritmo lento, fedele .

 

Dopo la luce rossa delle torce su volti sudati Dopo il silenzio gelido nei giardini 
Dopo l’angoscia in luoghi petrosi 
Le grida e i pianti 
La prigione e il palazzo e il suono riecheggiato 
Del tuono a primavera su monti lontani 
Colui che era vivo ora è morto 
Noi che eravamo vivi ora stiamo morendo 
Con un po’ di pazienza


L’ epifania dell’ antiprimavera è la metafora del risveglio da un sogno che avvolge con il torpore l’ intera Nazione. Dopo il rifiuto e la negazione dell’ evento da parte dei cittadini, delle istituzioni, dopo il compromesso inserito nel turbine mediatico ora siamo all’ accettazione e perfino al superamento di essa. L’ Aquila vive alla fine dei tempi. Il movimento piccolo rivoluzionario emancipativo tentato dagli abitanti di provincia che con le loro forze hanno tentato una lezione globale è fallita inserendosi in un movimento di fallimento globale anzi è fallita proprio per questo, la caduta è già in atto. Non resta che attendere l’ edificazione di un nuovo spazio a partire dalle ceneri dell’ apocalisse.

 

 

 

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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto