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10 aprile 2012

Le Rapsodie Ungheresi di Liszt all’Università dell’Insubria

Virtuosismi e rarità nel concerto a quattro mani dei pianisti siciliani Elvira Foti e Roberto Metro in programma venerdì 13 aprile 2012, alle ore 18 nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria (via Ravasi 2, Varese).

 

Al centro dell’esibizione sarà la musica popolare magiara rivista da Ferenc Liszt nelle sue “Rapsodie ungheresi”. Al pubblico varesino è data la possibilità di assistere a uno spettacolo davvero unico: infatti le Rapsodie ungheresi di Liszt nella versione per duo pianistico sono di rarissimo ascolto, sia nelle esecuzioni pubbliche sia nelle registrazioni discografiche.

 

Il termine “rapsodia” ha le sue tradizionali origini nel campo letterario, indicando, fin dall’antica Grecia, la recita improvvisata di gesta epiche da parte di un narratore. Dal XVIII secolo la rapsodia divenne un genere musicale fondato sugli stessi principi di estemporaneità e di improvvisazione.

 

«Questi aspetti colpirono indubbiamente Liszt – incline, per natura, a superare i generi tradizionali – il quale volle dare il nome di “rapsodie” a 19 sue composizioni pianistiche – spiega il maestro Roberto Metro – . L’impiego delle musiche zingaresche comportò per il musicista la difficoltà di riprodurre al pianoforte le sonorità delle orchestrine tzigane, affidate soprattutto al violino ed al cimbalom, un tipico strumento ungherese. Il suono del violino viene ricreato con straordinari virtuosismi nelle ottave alte del pianoforte, quello del cimbalom, invece, attraverso arpeggi e soprattutto tremoli; tutto ciò, come è facile comprendere, accresce enormemente le difficoltà di esecuzione dei brani».

 

L’evento si inquadra nel cartellone musicale della Stagione Concertistica di Ateneo e l’ingresso, come di consueto, è libero e gratuito.

 

L’ultimo appuntamento è in programma il 18 maggio con il concerto del trombettista Jeffrey Silberschlag e del pianista Simone Sarno.


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