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16 aprile 2012

Libertà in musica

“La musica, altro linguaggio caro ai pigri e alle anime profonde che cercano svago nella diversità di occupazione, vi parla di voi, vi racconta il poema della vostra vita”

Charles BaudelaireI paradisi artificiali, 1860

La musica come espressione del proprio io, come artistico invito alla resistenza culturale, come semplice passatempo fine a se stesso e a rumorose perdite di tempo. La musica come etereo pane quotidiano mangiato su ipotetiche tavole imbandite. Come web-radio, canali tv specializzati. Come compagnia instancabile di traversate metropolitane fatte (appunto) in metropolitana. Che ti scoppia nelle orecchie attraverso cuffie più o meno grandiose, o che rimbomba attraverso casse collegate stoicamente ad una pigra e viva chitarra elettrica. O ancora, come richiamo popolare alle ingiustizie (vi ricorda qualcosa il verso “We shall overcome”‘ o la nostra eroica “Bella ciao”?) e come mezzo di sostentamento psico-fisico in situazioni difficili. Potremmo continuare. Potremmo…

Qualunque modo vi sia più congeniale per idealizzare concretamente la parola musica è un dato di fatto. Conviene tenercelo stretto, qualunque modo sia.

Quando la musica, intesa come “strumento” e possibilità di condivisione e socializzazione, oltre che espressione artistica diretta, diventa cultura in senso specifico, concretizzando se stessa all’interno di quella struttura sociale che è l’Università stessa, intesa non come edificio fisico ma come immanenza di sapere e saper vivere, allora occorre rallegrarsi e ben sperare.

Segnaliamo dunque un’iniziativa dell’Associazione studentesca  Sui-generis (Università di Basilicata) chiamata: Musica Senza etichetta. La data prescelta, non ancora ufficiale, lascia però pensare, considerando la chiusura delle iscrizioni e le info che ci giungono dall’organizzazione, all’inizio di maggio come periodo ideale.

Con questa iniziativa, vero e proprio contest per band universitarie , si cerca di valorizzare e di aumentare la partecipazione attiva all’interno dell’Ateneo e delle sue strutture. La possibilità di espressione mediante musica è  legata principalmente agli iscritti all’ateneo lucano, ma la fruizione e la partecipazione attiva è ovviamente aperta a tutti. Lo scopo, oltre che favorire una diffusione di brani inediti, realizzati da band composte almeno per metà da iscritti all’Ateneo, è per valorizzare la multiculturalità (ovviamente proibiti testi ingiuriosi, per evitare discriminazioni e/o offese verso categorie/soggetti svantaggiati, orientamenti sessuali, religiosi e politici) e per poter iniziare quella vita universitaria che spesso manca del tutto o quasi nei nostri piccoli atenei di provincia. E’ un buon inizio, supportato da tantissime adesioni (almeno 250 solo dalla pagina facebook) e da un voler fare energico e genuino. Chi vivrà vedrà, sul dirsi in questi casi nel frattempo… let’s spend music again!

Per info:http://www.facebook.com/events/297371297002679/

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