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7 aprile 2012

Luiss: fare Impresa non è più un’impresa

Roma, 22 marzo 2012  – Venerdì 13 aprile, alle ore 14.30 presso l’aula 200 della  Luiss Guido Carli, in viale Romania 32 a Roma, si terrà un incontro dal titolo “Fare impresa non è più un’impresa: il piano high-tech che fa crescere l’Italia nel mondo”, con i Ministri Gnudi, Passera, Profumo e Terzi, l’Ambasciatore Usa Thorne, i vertici  di Alitalia, Enel, Eni, Generali Intesa, Mediaset, Wind e giovani che hanno creato e  internazionalizzato impresa con gli Usa.

L’occasione sarà propizia per  illustrare i risultati raggiunti e  descrivere l’iniziativa  basata a New York  “Italian Business & Investment Initiative –IB&II–, Why Italy Matters to the World” fondata da Fernando Napolitano nel 2010.

Da due anni promuove l’Italia più innovativa e le idee high tech più significative del nostro Paese presso investitori statunitensi.

Ma questo progetto non sarebbe possibile senza la preziosa collaborazione di Intesa Start Up Initiative, Innogest, Mind The Bridge e Baia. IB&II inoltre offre l’opportunità a simili iniziative tra Italia e Stati Uniti di avere scala e visibilità per il raggiungimento dei propri obiettivi.

La vera innovazione dell’iniziativa IB&II, in un momento in cui tutti parlano della necessità di investire sui giovani, è rappresentata dalla sua capacità di unire  quattro elementi di indiscussa forza:

– il contatto con le grandi aziende globali italiane che  vedono nelle startup un motore di innovazione coerente con il proprio core business e la creazione di valore per gli azionisti;

– un canale di comunicazione privilegiato con le istituzioni nazionali e locali;

– una capacità di comunicare le proprie idee attraverso il primo web-magazine in inglese dall’Italia nato in collaborazione con il settimanale Panorama;

– presenza full time a New York e rapporti con la comunità finanziaria Usa per aumentare le opzioni di exit strategies per gli investitori e le aziende italiane.

Nello specifico, l’obiettivo del convegno è  illustrare i risultati già raggiunti dai giovani e dalle aziende che hanno usufruito di programmi quali Fulbright BEST, Mind the Bridge e Intesa e permettere a mille giovani meritevoli e con idee ad alto valore di innovazione di recarsi negli Usa  per sviluppare le proprie idee, trasformandole poi in start-up di successo.

Non dunque “fughe di cervelli” ma un viaggio di andata e ritorno che non sottrarrà al nostro paese risorse preziose, anzi, gli permetterà di riguadagnare il posto che gli spetta nello scacchiere globale.

Per le sue finalità strutturali, questa iniziativa ha l’ambizioso obiettivo di cambiare il futuro di un’intera generazione e  di  incidere sull’international growth agenda dell’Italia.

Per questa ragione un ruolo di primo piano nel dibattito organizzato il 13 aprile sarà riservato a tutti i soggetti con un compito attivo in questa call for action: innanzitutto i Ministri Corrado Passera, Francesco Profumo, Giulio Terzi e Piero Gnudi, ma insieme a loro anche i più importanti CEO italiani e  i giovani che grazie a questi programmi hanno già realizzato non solo un sogno, ma anche un’impresa.

In sintesi le finalità della giornata di lavoro: Conoscere i programmi e i processi oggi a disposizione in Italia per creare start-up high-tech e crescere all’estero.

Ascoltare le testimonianze di chi ne ha già usufruito e i loro casi di successo negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Partecipare ad una call for action tra governo – centrale e locale -, grandi aziende, operatori della finanza e giovani per la creazione di motori d’innovazione attraverso le start up e la crescita dimensionale delle eccellenze piccole e medie.

Agire con un commitment per cambiare una generazione di giovani talenti qualificati in  tre anni  partecipando a questa iniziativa.

E ancora, diventare parte dell’ecosistema italiano di innovazione e creazione di impresa. Insomma, un piano concreto e già operativo che fa crescere l’Italia nel mondo.

 

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