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5 aprile 2012

Capgemini: “Mercato in crescita” per Luxury Yachts. Il mercato della nautica di lusso parla orientale

Ok, c’è crisi. E quando c’è crisi, tutti stringono la cinghia.  Ma anche no! Vedi i paperoni che, in barba al carovita e all’incostanza dei mercati, decidono di farsi lo yacht. Insomma quello dei Luxury Yachts sembrerebbe, oggi, uno dei pochi business a prova di crisi. Ad esaminare il profilo dei nostri nababbi e le caratteristiche della loro domanda ci ha pensato così Sailbiz, che, attraverso un’attenta analisi di mercato, ci aiuta a fare chiarezza su questo inossidabile mercato del lusso. Tre i profili individuati: Upper Affluent , High Net Worth Individuals e Ultra High Net Worth Individuals.Una segmentazione effettuata sulla base della ricchezza individuale da Cap Gemini & Merrill Lynch, “World Wealth Report”, che ci mostra la composizione “finanziaria” del marcato del diporto.

Upper, High e Ultra. Chi sono costoro? Poveracci non di certo.

In estrema sintesi gli Upper sono soggetti con un patrimonio stimato inferiore ai 0,75$ mln di dollari; gli High oscillano tra i 0,75$ mln e 10$ mln di dollari mentre gli Ultra viaggiano sui 10$ mln e oltre.

Ma capire a fondo i meccanismi della nautica di lusso significa anzitutto avere ben chiari i desiderata dei nostri compratori.

È qui che sta il segreto di una commercializzazione vincente! Insomma la domanda è: come deve essere questo yacht dei sogni? A mettere d’accordo i nostri spendaccioni sono, anzitutto, le dimensioni: sempre più grandi ed” impressive”, d’effetto.

Ma quello a cui proprio nessuno rinuncia è il fattore estetico: qui la parola d’ordine è eleganza! Spazio quindi a design di alta moda, europea soprattutto. I più esigenti, manco a dirlo, sono gli Ultra. Dopotutto 30 milioni di dollari vuoi autorizzano anche i sogni più audaci. Eccome se li autorizzano.

Ma da dove vengono questi potenziali acquirenti? Qual è la loro “distribuzione geografica”?

In generale i nostri ricconi sono sparsi un po’ ovunque. Non solo America del Nord e Europa occidentale, quindi, ma anche Europa dell’Est, Asia, Oceania, Africa e America Latina, dove anzi la nautica di lusso sembra aver  trovato il suo ultimo Eldorado.

Paese cosiddetti “emergenti”, che hanno ridisegnato la fisionomia dello yacht business, allargandone a dismisura i confini fino ad assumere una dimensione compiutamente globale.

Aumentano, quindi, i potenziali compratori. 

In testa l’Asia, seguita da Singapore, Korea del Sud, China, Taiwan, India, Indonesia e Hong Kong.
Certo, la crisi ha accentuato la sperequazione già esistente tra economie mature, consolidate ed economie giovani,  in via di sviluppo sono aumentati dopo la, tuttavia è proprio su questi ultimi che gli investitori hanno deciso di virare con sempre maggiore determinazione .

Ma c’è da far fronte a una difficoltà oggettiva: penetrare in certi mercati richiede tempo e strategia.

In poche parole, sostiene Sailbiz, dimensione globale, ricchezza pro capite e crescita numerica dei potenziali compratori non bastano, da soli, a garantire una presa effettiva sul mercato.

C’è bisogno, piuttosto, di un approccio mirato,  market oriented, attento alle richieste del consumatore finale, il cui gusto va sensibilizzato attraverso una continua valorizzazione del prodotto.

Insomma, occorre lavorare sull’appeal del bene di lusso, stimolandone la competitività e promuovendone i significati.

Che la caccia al paperone abbia inizio!

 

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