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27 aprile 2012

Novara, il campus aprirà nel 2013

Il novarese può gioire: “Castalia” non è più un sogno, ma un progetto che dovrebbe volgere al termine nell’arco di un annetto.

Si chiude così un cerchio iniziato con il concorso che l’Avogadro di Novara bandì nel 2006. L’avveniristica università avrebbe dovuto essere ultimata a fine 2011, ma i tempi come spesso accade si sono dilatati; i lavori proseguono ancora oggi senza sosta nell’area dell’ex caserma Perrone.

Stando al reportage condotto da Barbara Cottavoz de La Stampa, la struttura è ben definita: l’impianto, edificato su 3 piani, accoglierà 24 aule.

A beneficiarne saranno la Facoltà di economia e le Professioni sanitarie; queste ultime sono attualmente ospiti dei Salesiani, in attesa della nuova collocazione.

L’edificio prevede una base in acciaio, alla quale sarà necessario agganciare delle lastre per ottenere le facciate: un approccio rivoluzionario, che l’Avogadro non aveva mai sperimentato.

La prima delle lastre sarà testata già a maggio, sotto la supervisione del direttore del cantiere Pietro Di Carlo e del capocantiere Francesco Cancelliere.

La lastra – spiegano – è prestampata e fabbricata già con i serramenti e i tendaggi. Effettueremo un aggancio sperimentale per verificare che tutto corrisponda, poi si comincia la produzione. Ne serviranno una sessantina: per luglio la facciata sarà pronta.

Il prorettore delegato all’edilizia, Cesare Emanuel, anticipa che la Sovrintendenza ha imposto di ricalcare il modello dell’ala già in uso. “Potevamo scegliere se usare i mattoncini oppure qualcosa di più innovativo. Abbiamo optato per la seconda ipotesi: la lastra è più leggera e garantisce una lunga durata. Le due testate dell’edificio sono invece in vetro come una fascia che s’inserisce tra il tetto e la facciata, unico elemento diverso dall’altra parte della caserma.

Qualche preoccupazione per i ragazzi di economia, che si ritroveranno ad occupare le 3 gigantesche aule da 300 posti ricavate nel seminterrato. Ma ci pensa l’architetto Claudio Tambornino ad offrire un parere rassicurante: “In realtà non sembrerà di stare sotto terra, perché da un lato c’è un cavedio di tre metri e dall’altro un vero e proprio anfiteatro a gradoni che porta alla parte posteriore dove si troveranno biblioteca, auditorium e residenze, collegate alle aule anche da un ponte sospeso al piano terra dell’edificio in costruzione.

L’ambizioso piano “Castalia”, dunque, non si ridurrà a questo edificio: il prossimo passo sarà la costruzione della nuova mensa, che dovrebbe sorgere tra via Perrone ed il Baluardo Alfonso La Marmora.

Altri lavori scatteranno in via Passalacqua: gli ex alloggi degli ufficiali verranno ristrutturati in modo da ottenere nuove residenze per gli studenti.

Rimane la grana dei costi complessivi, leggermente cresciuti rispetto al piano iniziale diviso in tre lotti: occorrerà sborsare in tutto 25 milioni di euro, di cui 4 per auditorium e biblioteca al momento non facili da reperire.

Si attendono i finanziamenti ministeriali, una linfa imprescindibile per portare a termine gli ultimi step del progetto. “Partiremo presto comunque – promette Emanuel – I finanziamenti dell’Edisu per la mensa ci sono e quindi possiamo far partire questo cantiere indipendentemente da quello delle camere. Ci vorranno due anni di lavori.

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