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5 aprile 2012

Privacy e ricerca medico-scientifica: semplificate alcune regole

 

Garantire la privacy dei pazienti in ambito medico è una questione molto delicata che a volte impone procedure lente e complesse. Il garante per la privacy ha rilascato l’ Autorizzazione Generale al trattamento dei dati personali, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 marzo che semplifica gli adempimenti per l’effettuazione di studi e ricerche in campo medico, biomedico e epidemiologico.

Tale autorizzazione che interessa università, altri enti o istituti di ricerca nonché gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari, permette di utilizzare dati o campioni già raccolti a fini di cura o in precedenti progetti di ricerca anche in assenza del consenso informato dei pazienti.

Questa concessione riguarda solo due casi:

“motivi etici” riferibile al caso in cui l’interessato ignori la propria condizione ed

“impossibilità organizzativa” cioè quando l’ impossibilità di contattare gli interessati per informarli produrrebbe conseguenze significative per lo studio in termini di alterazione dei relativi risultati (casi di studio con indici elevati di mortalità, con pazienti in età avanzata o in gravi condizioni di salute).

Il comunicato impone differenti accorgimenti per garantire la protezione dei dati nelle varie fasi di archiviazione ed elaborazione delle informazioni come tecnologie crittografiche, uso di codici identificativi univoci, sistemi di autenticazione e di autorizzazione per gli incaricati che tratteranno i dati.

L’ autorizzazione che ha efficacia fino al 31 dicembre 2012 ha lo scopo non solo di semplificare gli obblighi ma anche di fornire un quadro sistematico di regole per gestire ed ordinare le direttive fornite in tempi diversi.

Per consultare il documento completo:

http://www.garanteprivacy.it/


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