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15 aprile 2012

Quando leggere piace proprio a tutti!

  “Quando gioco con la mia gatta chi sa se lei non si diverte con me più di quanto mi diverto io con lei” 

                                                                                                                     Michel De Montaigne

 

“Sono solo animali e non capiscono”, secondo la chiesa cattolica non possiedono l’ anima, vengono usati per fare ricerca perchè la loro vita non conta quanto quella dell’ animale uomo (una branca della ricerca, quella chiamata vivisezione ossia la più insensata, in quanto oltre a non produrre risultati certi per l’ uomo, dato che il DNA di diversi animali, compreso l’ uomo, differisce nelle cause e nella cura delle malattie e non solo, produce nell’ animale sofferenze fisiche e psichiche non trascurabili), ma oggi, un gruppo di babbuini ha dimostrato di avere competenze nella lettura.

È accaduto in Francia, a Marsiglia.

Lo studio è stato compiuto dai ricercatori dell’ Università di Marsiglia e da quelli del Cnrs francese (Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica), osservando il comportamento di un gruppo di babbuini che avevano libero accesso a dei computer sui quali apparivano sequenze di parole di quattro lettere in lingua inglese. I primati hanno dimostrato di saper riconoscere le parole di senso compiuto dalle sequenze di lettere senza significato nel 75 per cento dei casi.

Quaranta anni fa furono condotti i primi esperimenti positivi nei quali lo scimpanzè Sarah riuscì a organizzare una serie di simboli secondo un ordine grammaticale preciso e a comunicare correttamente con una forma di scrittura basata sull’uso di simboli.
Oggi, per gli autori della ricerca, la scoperta “mette in discussione la nozione che la lettura sia fondamentalmente legata al linguaggio”, ha spiegato Jonathan Grainger (uno dei ricercatori): “Sembra invece che quando leggono gli esseri umani facciano riferimento a delle abilità che precedono l’evoluzione della nostra specie”. Un piccolo dettaglio: se le lettere dell’ alfabeto greco sono il frutto dell’ evoluzione dell’ animale uomo potremmo dedurre che, oltre alla capacità di riconoscimento dei simboli di un linguaggio di un’ altra specie, le scimmie, sono state ingrado di riconoscere i simboli dell’ evoluzione di una specie diversa dalla loro.
Chissà se un giorno scopriremo che la nostra gattina Penelope o il nostro fedele Willy, oltre a comprendere il nostro linguaggio per un “tot” di termini non riescano a comprendere la nostra specie più di quanto noi possiamo comprendere la loro.

 

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